Lunedì 20 aprile 2026 è stato il giorno di insediamento di Ameglio Menguzzo, nuovo comandante dei vigili urbani di Arezzo.
La fanfara mediatica ha squillato a lungo annunciando la sostituzione di Aldo Poponcini.
Numerose foto e video dell’evento circolano in rete. I giornali e i media on line hanno riportato la cronaca della giornata minuto per minuto.
L’assessore al personale è stata incaricata di accompagnare il neo assunto nel suo incarico, scortata a sua volta dall’attuale capo di gabinetto del sindaco.
Una domanda mi sorge spontanea: perché tutto questo clamore rispetto ad un evento che è piuttosto ordinario nella vita di un ente locale?
Nel corso del mio mandato da consigliere comunale ho visto decine di nuovi assunti prendere incarico al Comune di Arezzo.
Così come pure nel corso del mandato del sindaco uscente, molti dipendenti se ne sono andati via verso altri enti attratti, evidentemente, da migliori prospettive lavorative. Dunque perché tutto questo battage mediatico?
La questione della nomina del nuovo comandante dei vigili urbani aretini, o come più professionalmente (ma anche pomposamente) definita polizia municipale prima con Poponcini, e polizia locale adesso con Menguzzo, non è una partita ancora definita.
Manca infatti l’esito del ricorso al TAR Toscana presentato dal sindacato CSA. Manca l’esito dell’esposto che ho presentato proprio io alla Procura della Corte dei Conti e alla Prefettura di Arezzo.
Manca la risposta alla segnalazione inviata al Ministro dell’Interno rispetto al caso analogo già verificatosi a L’Aquila, dove fu lo stesso Ministero guidato da Piantedosi a specificare che il comandante della polizia municipale deve provenire dai ranghi dei vigili.
Eppoi la fretta.
L’urgenza manifestata dall’ormai quasi ex sindaco di Arezzo Ghinelli, di procedere a questa nomina a pochi mesi dalle elezioni, condizionando di fatto il sindaco che verrà che si troverà il comandante scelto dallo stesso Ghinelli.
Perché? Insomma la mia impressione è che il sindaco e la sua giunta, come al solito, abbiano cercato di forzare la mano, imponendo questo o quello in quel ruolo.
Ma purtroppo per la giunta di centrodestra c’è ancora chi, come me, non ci sta e chiede anche agli altri candidati a sindaco cosa ne pensano sul caso del neo comandante: subiranno la scelta del sindaco uscente oppure no?
E’ possibile e probabile che il clamore mediatico legato all’insediamento di un nuovo comandante, specialmente se di alto livello, sia legato a cambiamenti strategici o alla necessità di dare un segnale di discontinuità rispetto al passato.
E questo per vari motivi tra cui il cambiamento delle tattiche operative (spesso il cambio di comando segue o anticipa una ristrutturazione profonda), un segnale di discontinuità (l’insediamento serve a marcare una rottura con la gestione precedente, specialmente in contesti dove la sicurezza è al centro del dibattito pubblico), una risposta a emergenze o polemiche (in molti casi, la nomina avviene in seguito alla rimozione di un precedente comandante o per gestire situazioni di elevata tensione sociale e criminalità, come nel caso di interventi in zone critiche), un rilievo politico (la scelta del comandante può riflettere l’indirizzo politico del governo in carica, focalizzato sulla sicurezza e il controllo), il contatto con la cittadinanza (a livello locale, il nuovo comandante è spesso visto come una figura chiave per instaurare un nuovo rapporto di fiducia tra la polizia locale e i cittadini).
Direi che la questione non è affatto chiusa.
Perchè tutta questa urgenza di far dimenticare Aldo Poponcini che ben avrebbe potuto traghettare il Comando di via Setteponti a maggio verso la nuova amministrazione eletta?
Tante domande. Troppe.
Così come Ghinelli ha fallito su via Filzi, il nuovo comandante potrebbe essere costretto a lasciare l’incarico prima del previsto. Staremo a vedere.
Nulla di personale contro Ameglio Menguzzo che nemmeno conosco, ma la mia è una opposizione seria, costruttiva e soprattutto che non fa sconti a nessuno. Agisco solo per il bene degli aretini.

