Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, esprime forte contrarietà e preoccupazione circa l’intenzione dell’Asl Toscana Sud-Est di affidare in convenzione la gestione del servizio di accoglienza e codici di accesso minori presso il pronto soccorso dell’ospedale di Arezzo. E la segreteria aretina lancia l’allarme.
“Il messaggio sotteso – spiega il segretario Claudio Cullurà – per noi è grave, perché certifica che il servizio pubblico sta abdicando al privato, dal momento che non è più in grado di mantenere adeguati livelli di servizi e assistenza”.
La delibera numero 131 del 9 febbraio, della quale non è stata fatta preventiva informativa alle organizzazioni sindacali, prevede la gestione in convenzione del servizio di accoglienza e codici di accesso minori presso il pronto soccorso dell’ospedale di Arezzo durante le 12 ore diurne sette giorni su sette.
Il bando, del valore di 570mila euro, è riservato alle associazioni di volontariato e prevede l’utilizzo di personale “con esperienza significativa da impiegare anche all’interno del pronto soccorso”.
“Un bando che ci preoccupa – aggiunge Cullurà – perché di fatto esternalizza il servizio e al tempo stesso non fa alcuna menzione al tipo di personale che sarà utilizzato per tale servizio.
L’incontro del direttore generale con i sindacati di comparto e della dirigenza, che doveva essere convocato prima della pubblicazione della delibera e non dopo, non è stato chiarificatore. Anzi ha fatto aumentare dubbi e perplessità.
Di fatto ci siamo trovati di fronte a una proposta preconfezionata, senza nessuna possibilità di confrontarci prima con l’Azienda, che ci ha messi di fronte al classico fatto compiuto. Quali saranno le figure che andranno a gestire il servizio? Cosa si
intende con ‘esperienza significativa’? Come verranno impiegate questi 570mila euro, data la natura del volontariato? Di chi sarà la responsabilità reale della presa in carico dei pazienti? E in caso di complicazioni?”.
Poi la chiusura del segretario di NurSind Arezzo: “Come sindacato non abbiamo niente contro il volontariato. Al contrario ne riconosciamo il valore insostituibile, visto che spesso sanitari e volontari si trovano a lavorare fianco a fianco.
La nostra perplessità è tutta nei confronti dell’Azienda, che evidentemente non sa più come riuscire a garantire adeguati livelli di servizi e assistenza”.

