Una mattinata di confronto per tracciare il livello di “inclusività” della città di Arezzo. Venerdì 23 gennaio, dalle 9.30, palazzo Fossombroni in piazza San Domenico sarà sede dell’incontro conclusivo del progetto “CAD – Comunità Amiche della Disabilità” che troverà il proprio cuore nella condivisione dei risultati di un’indagine sociale dedicata alle capacità del territorio di fornire supporto alle persone con disabilità in termini di sviluppo personale, partecipazione e benessere.
Il percorso è stato promosso a livello locale dalla Fondazione Arezzo Comunità come capofila insieme all’Istituto “Madre della Divina Provvidenza” di Agazzi, ad All Stars Arezzo Onlus e all’associazione PB73 che hanno unito le forze per favorire una ricerca volta a evidenziare problematiche e prospettive di miglioramento per la costruzione di una città sempre più inclusiva e a misura di tutti.
“Il progetto è nato per promuovere territori realmente inclusivi dove le persone con disabilità possano vivere con pienezza, autonomia e partecipazione”, riporta la presentazione sul sito del centro studi Socialis che ha condotto l’analisi con il supporto scientifico della SIDIN – Società Italiana per i Disturbi del Neurosviluppo, “Attraverso un percorso condiviso tra istituzioni, cittadini e realtà del territorio, CAD aiuta le comunità a riconoscere i propri punti di forza, individuare le criticità e costruire insieme un ambiente più accogliente, equo e accessibile per tutti”.
L’iniziativa ha preso il via lo scorso maggio con l’attivazione di un’analisi sociale e scientifica con il coinvolgimento dei diversi stakeholder collegati alla disabilità tra cui istituzioni, cooperative, terzo settore, associazioni di volontariato, realtà socio-sanitarie, famiglie, lavoro, scuole, sport e parrocchie.
Questo studio è stato finalizzato a valutare le opportunità offerte dal territorio, facendo così emergere gli ambiti di eccellenza e individuando eventuali percorsi di miglioramento da attivare a livello di scuola, inclusione lavorativa, attività sportive, reti di supporto alla famiglia, accessibilità alle istituzioni, presenza di abitazioni per la vita indipendente, possibilità di usufruire di trasporti facilitati o di percorsi sanitari abilitati.
La mattinata del 23 gennaio sarà l’occasione per presentare i risultati dell’analisi sui modelli di reale inclusione per procedere così verso una doppia azione di formazione e di costruzione sociale, terminando con il conferimento alla città di Arezzo del marchio “CAD – Comunità Amiche della Disabilità”.

