Tutto pronto per accogliere gli Uffizi del Carnevale a San Giovanni

Tra le tradizioni più radicate e identitarie di San Giovanni Valdarno spiccano gli Uffizi di Carnevale, una ricorrenza antica e unica nel suo genere, profondamente sentita dalla comunità sangiovannese.

L’evento, che accompagna la città nelle cinque domeniche che precedono il martedì grasso, rappresenta ogni anno un momento di partecipazione collettiva e di riscoperta delle proprie radici storiche, culturali e popolari.

Il primo appuntamento è fissato per domenica 18 gennaio con l’Uffizio di Sant’Antonio.

La manifestazione è stata presentata ufficialmente nel corso della conferenza stampa svoltasi questa mattina, alla presenza del sindaco di San Giovanni Valdarno Valentina Vadi, di Antonella Morali e Silvia Viti per l’associazione Liberarte, di don Luigi Torniai, rettore della Basilica di Santa Maria delle Grazie, di Stefania Ducci e Enrico Casini presidente e segretario del Concerto comunale.

“Siamo molto contenti di poter rivivere gli Uffizi del Carnevale – ha dichiarato il sindaco Valentina Vadi – perché riscoprire le tradizioni e le origini della nostra città è fondamentale per rafforzare l’identità di una comunità, valorizzarne il senso di appartenenza e la coesione sociale.

Gli Uffizi del Carnevale rappresentano un elemento centrale e profondamente sentito della nostra identità sociale, culturale e storica, ma anche gastronomica e culinaria. Un ringraziamento va a tutti gli enti e le associazioni che contribuiscono alla riuscita di questa manifestazione”.

Il termine “Uffizi” va inteso nel suo significato ecclesiastico, come atto di ufficiare e celebrare l’uffizio dei defunti attraverso offerte di cera, denaro o beni destinati alle celebrazioni che si svolgevano nell’Oratorio di Santa Maria delle Grazie.

Proprio qui, durante il periodo di Carnevale, si riunivano le sette compagnie di suffragio nate nella seconda metà del XVII secolo, che oltre a commemorare i defunti partecipavano a un importante momento di incontro e condivisione per l’intera comunità.

Con il passare del tempo, l’appuntamento ha assunto un carattere sempre più festoso. Nonostante il mutare del numero delle compagnie, gli Uffizi continuano ancora oggi a essere celebrati negli spazi dell’attuale Basilica.

La tradizione si distingue per i ricchi pranzi a base di piatti tipici locali, primo fra tutti lo Stufato alla sangiovannese, e per la suggestiva sfilata del carroccio con i paggetti in costume, rievocazione della processione con cui un tempo venivano portate le offerte.

A testimonianza del forte legame tra il piatto simbolo della città e questa manifestazione, la celebre ricetta in rima dello Stufato alla sangiovannese si apre con i versi:

“Nello tempo ch’è detto carnevale | Alla Basilica, nelle grandi sale, | Si riunivano in tempi ormai lontani | Per far doni alla chiesa, i parrocchiani…”.

Il calendario delle celebrazioni prevede l’Uffizio di Sant’Antonio il 18 gennaio, seguito dall’Uffizio di Santa Lucia il 25 gennaio, dall’Uffizio dell’Industria e Vicariato nelle giornate dell’1 e dell’8 febbraio e, a conclusione, dall’Uffizio delle Donne o della Provvidenza il 15 febbraio.

“È il sesto anno che ci occupiamo del coordinamento della sfilata del corteo storico – ha spiegato Antonella Morali dell’associazione Liberarte – e l’entusiasmo e l’apprezzamento che riceviamo ogni volta ripagano ampiamente l’impegno e la fatica.

La partecipazione cresce di anno in anno, così come l’interesse verso questa tradizione. Novità di quest’anno è che la nostra associazione, grazia anche al supporto dell’ufficio cultura del comune, è iscritta all’elenco regionale delle associazioni di rievocazione storica.

Un risultato importante e prestigioso perché permette di valorizzare la tradizione e accedere a nuove opportunità.

I costumi, noleggiati da una sartoria di Perugia, si ispirano a modelli del Seicento, periodo a cui risale la prima documentazione degli Uffizi, datata 1675.

Durante tutte le cinque domeniche distribuiamo anche volantini che raccontano e documentano la storia di questa antica usanza”.

A sottolineare il valore collettivo della manifestazione anche don Luigi Torniai, rettore della Basilica di Santa Maria delle Grazie.

“Gli Uffizi del Carnevale sono una tradizione di grande valore, profondamente legata alla Basilica di Santa Maria delle Grazie e al santuario mariano diocesano, attorno ai quali questa festa è nata nel Seicento.

È una ricorrenza importante non solo per la sua dimensione ecclesiale, ma anche per il suo carattere popolare: una tradizione che ha origini religiose e che nel tempo è cresciuta e si è radicata nel vissuto della gente.

Recuperare e custodire le tradizioni popolari è fondamentale, soprattutto in un’epoca segnata da forti individualismi: ritrovarsi insieme in piazza, vivere momenti di serenità e di allegria, rafforza le relazioni e il senso di comunità”.

La giornata tipo degli Uffizi prevede, in mattinata, dopo la messa delle 11, la sfilata del carroccio per le vie del centro storico, con i paggetti in costume a rievocare la consegna delle offerte.

Il corteo è accompagnato dal Concerto Comunale e dagli sbandieratori dei Borghi e dei Sestrieri fiorentini, seguito dal tradizionale corteo storico.

Al termine della sfilata, nei saloni della Basilica, si svolge il pranzo conviviale con piatti della tradizione locale e l’immancabile Stufato alla sangiovannese.

Nel pomeriggio delle ultime due domeniche di Carnevale, infine, corso Italia ospita la sfilata dei carri della Società del Carnevale sangiovannese, con bambini, ragazzi e adulti in costume.

“Il Concerto comunale contribuisce ad animare la festa e a darle voce – sottolinea la presidente Stefania Ducci –.

La Banda nasce in seno alla Basilica e all’Oratorio di Santa Maria delle Grazie ed è storicamente legata al miracolo di Monna Tancia, per accompagnare i pellegrinaggi e rinnovare la tradizione.

Essere presenti durante gli Uffizi del Carnevale significa assumersi una grande responsabilità ma anche un grande onore: fare da colonna sonora a un momento di festa, di leggerezza e di condivisione molto sentito dalla città”.

Gli Uffizi del Carnevale sono resi possibili grazie alla collaborazione tra l’istituzione Ente Basilica, l’associazione Liberarte e il Comune di San Giovanni Valdarno con la collaborazione del Concerto Comunale.

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