La cultura come strumento di pace, presidio di bellezza e legame indissolubile tra le persone è al centro di “Cantico”, l’evento che si terrà sabato 26 settembre in Piazza Grande, scelta non solo per la sua straordinaria bellezza architettonica, ma per la sua profonda natura di agorà.
Alle ore 16 in programma l’azione urbana poliartistica itinerante a cura dei soci sostenitori di Fondazione Guido d’Arezzo, ente culturale del Comune di Arezzo presieduto da Natalie Dentini, diretto da Luca Provenzani.
Un grande progetto ideato da Amina Kovacevich e Gianni Santucci, con decine di realtà artistiche del territorio unite per un esperimento di coesione sociale e promozione culturale, per ricordare come la cultura sia un bene imprescindibile, strumento che nutre.
Cantico non è uno spettacolo né un concerto, ma un gesto corale. Centotrenta artisti in rappresentanza di ventidue realtà artistiche del territorio si uniscono in un’unica armonia amalgamando voci, forme e linguaggi espressivi differenti. Ispirato alla figura di San Francesco, l’evento nasce per farsi portatore di un messaggio universale di pace.
Sarà un percorso itinerante che dai suggestivi spazi del Casa Museo dell’Antiquariato Ivan Bruschi si apre alla piazza, continuando a muoversi e ad evolversi tra e con la gente (ingresso libero).
“L’iniziativa nasce dalla convinzione che la cultura non sia un concetto astratto, ma un impegno civile quotidiano. Fare cultura a chilometro zero significa valorizzare chi vive questa terra, chi la coltiva e chi la attraversa, dimostrando che l’arte è ponte capace di unire popoli, linguaggi e generazioni, perché l’arte non ha confini e parla un’unica lingua”, dichiarano gli organizzatori.
“Qui, dove la pendenza del suolo sembra spingere le persone l’una verso l’altra, le arti si faranno ponte. La musica muoverà all’ascolto, la danza al rispetto dell’altrui spazio, il teatro all’empatia mentre le arti visive sigleranno il legame tangibile tra le persone e i luoghi”, aggiungono.
Il progetto vede il coinvolgimento di moltissimi artisti che fanno parte delle realtà che sostengono Fondazione Guido d’Arezzo: Casa Museo Fondazione Ivan Bruschi, Associazione Cori della Toscana, Giulio Galgani, Libera Accademia Del Teatro, NATA, Officine Della Cultura, OIDA (Orchestra Instabile di Arezzo), Sette Note, Spazio Seme, Sosta Palmizi, Insieme vocale Vox Cordis, Alfa Ballet, Carolina Basagni Centro Danza, Centro Studi DanzArno, Dance Lab Project, Dance Studio, La Danzeria, Flash Dance, Let Me Dance, Piccola Etoile, Time For Dancing. L’iniziativa, da cui sarà tratto un cortometraggio, si ispira alla lezione di San Francesco che proprio in terra aretina ha lasciato segni indelebili di armonia con il prossimo e con il creato, invitando a spogliarsi di ogni difesa per farsi fratelli del mondo.
L’appuntamento fa parte del cartellone di iniziative inerenti alla grande mostra “L’immagine di Francesco. Dal Medioevo al Novecento”, che si inaugurerà sabato 3 ottobre, a 800 anni dalla morte del santo, Patrono d’Italia, e sarà in esposizione fino al 10 gennaio 2027 tra la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea e i suggestivi spazi dell’ex Chiesa di Sant’Ignazio.


