Può una piccola città di provincia diventare, almeno per un giorno, uno dei luoghi in cui il giornalismo italiano si interroga sul proprio presente e sul proprio futuro? A Foiano della Chiana, dopo quattro edizioni, la risposta sembra essere sì.
È questa la chiave del Premio Giornalistico Nazionale “Città di Foiano della Chiana – Sbardellati/Nottolini”, che sabato 5 settembre torna per la quarta edizione.
Nato nel 2023 come omaggio a due giornalisti profondamente legati alla Valdichiana, Giancarlo Sbardellati ed Enrico Nottolini, il Premio è diventato un appuntamento nazionale nel quale incontrare professionisti che, attraverso giornali, radio, televisione, libri e nuovi linguaggi, contribuiscono ogni giorno a raccontare e interpretare la realtà.
A dimostrarlo sono anche i protagonisti dell’edizione 2026.
Padre Enzo Fortunato ha portato il racconto francescano fuori dai suoi confini tradizionali, facendo di comunicazione, dialogo e attenzione agli ultimi strumenti di confronto con la società contemporanea.
Giornalista, scrittore e comunicatore, già direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi e del mensile San Francesco, oggi dirige il mensile Piazza San Pietro della Basilica Vaticana.
La Repubblica, nel cinquantesimo anniversario della fondazione, rappresenta una parte importante della storia del giornalismo italiano e del rapporto fra informazione, cultura e società.

Francesco Repice è la voce che ha trasformato lo sport in memoria collettiva. Per generazioni di italiani il suo racconto radiofonico è diventato parte delle grandi partite, delle vittorie e delle emozioni della Nazionale e del calcio italiano.
Luca Bottura rappresenta un giornalismo capace di contaminarsi con satira, radio, televisione e cultura. Giornalista, scrittore e autore, ha fatto dell’ironia uno strumento per osservare e raccontare il presente, fino all’esperienza di Splendida Cornice, il progetto televisivo ideato e guidato insieme a Geppi Cucciari.
A rappresentare il giornalismo del territorio sarà Romano Salvi, protagonista di quarant’anni di informazione aretina tra giornali, radio e televisioni.
Una carriera che ricorda quanto il giornalismo locale sia fondamentale per costruire la memoria quotidiana di una comunità e dare voce a ciò che accade vicino a noi.
Sei storie diverse, unite da una stessa domanda: che cosa significa oggi raccontare la realtà?
In un’epoca nella quale tutti producono e ricevono una quantità enorme di contenuti, i social modificano il rapporto con le notizie e l’intelligenza artificiale apre scenari ancora da decifrare, discutere di giornalismo significa parlare di una questione che riguarda tutti:
la capacità di distinguere un fatto da un’opinione, una fonte da una manipolazione, una notizia da una narrazione costruita.
«Forse il risultato più importante di questi primi quattro anni – sottolineano gli organizzatori Andrea Laurenzi e Guido Albucci – è aver trasformato un’idea nata a Foiano in un appuntamento capace di richiamare ogni anno giornalisti e protagonisti dell’informazione nazionale. Una piccola comunità può diventare un luogo dove le idee si incontrano. È quello che stiamo provando a costruire».
Accanto ai sei premi principali saranno assegnate due targhe speciali a Radio Effe, che celebra i 50 anni dalla fondazione e che ebbe tra i suoi protagonisti Enrico Nottolini, e a L’Etruria, storico periodico cortonese che festeggia nel 2026 i 50 anni dalla rinascita.
Sabato 5 settembre, alle 17 al Parco La Pista, Foiano ospiterà dunque non soltanto una cerimonia di premiazione, ma un pomeriggio dedicato al valore delle parole, alla responsabilità di chi le usa e al diritto di tutti a essere informati.



