Ritardi e incertezze nel nuovo centro polivalente di Ponte a Poppi

Gravi ritardi, incertezze operative e scarsa correttezza istituzionale riguardo al nuovo centro polivalente di Ponte a Poppi.

La denuncia è mossa dal gruppo consiliare d’opposizione Poppi nel Cuore che evidenzia le criticità collegate a uno spazio pubblico che era stato avviato, realizzato e finanziato dalla precedente amministrazione guidata da Carlo Toni, con l’attuale sindaco Federico Lorenzoni che ha raccolto il testimone dell’opera senza però riuscire a presentare una programmazione chiara sulle modalità di gestione e sui reali investimenti previsti.

In vista del taglio del nastro previsto nel mese di marzo, dunque, i consiglieri di minoranza chiedono alla giunta di illustrare con trasparenza il piano dei servizi e le tempistiche di piena attivazione delle funzioni previste, potendo rispondere in modo efficace ai bisogni della comunità e valorizzare pienamente l’investimento pubblico.

«Il centro polivalente – ricorda Carlo Toni, capogruppo di Poppi nel Cuore, – rientrava tra gli interventi di rigenerazione urbana, culturale e sociale promossi dalla precedente giunta per perseguire strategie economiche sostenibili e rispettose dell’ambiente orientate al recupero del patrimonio immobiliare esistente, andando così a evitare ulteriore consumo di suolo.

Questo spazio pubblico è stato dunque fortemente voluto, finanziato, appaltato e realizzato da Poppi nel Cuore che, di conseguenza, ne rivendica la paternità:

non ci aspettavamo chiaramente che il sindaco riconoscesse pubblicamente i meriti di chi lo ha preceduto, ma ora è nostro diritto sapere come mai sia stato necessario oltre un anno per attivarlo e come intende utilizzare questo spazio».

Il progetto del “Centro polifunzionale per servizi ai minori e alle famiglie di Poppi” era stato presentato e finanziato dalla giunta guidata dallo stesso Toni con decreto regionale dell’8 giugno 2021, prevedendo la demolizione e ricostruzione con ampliamento di un piccolo immobile presso la zona di edilizia residenziale pubblica a Ponte a Poppi.

La scelta era stata di delocalizzare alcuni servizi e attività in un nuovo ambiente attraverso un investimento complessivo di 150.000 euro, di cui 120.000 ottenuti da un bando regionale e 30.000 dal bilancio comunale, per fare uno spazio per ambiti quali l’accoglienza con sportello informativo e per colloqui, le attività ludiche per l’infanzia e le attività laboratoriali extrascolastiche.

Il progetto fu assegnato definitivamente a un’impresa per l’esecuzione dei lavori in data 24 ottobre 2023, con il verbale di chiusura dei lavori che risale al 24 ottobre 2024 dopo tre sospensioni per cause metereologiche da parte del committente e con certificato di regolare esecuzione del 23 gennaio 2025, dunque Poppi nel Cuore evidenzia come lo spazio sia pronto da oltre un anno.

Le motivazioni di questo ritardo, tra l’altro, sono state tema di un’interrogazione presentata dai consiglieri di opposizione nell’estate del 2025.

L’attuale amministrazione Lorenzoni, in sintesi, ha raccolto l’eredità di un lavoro condotto quasi interamente da Poppi nel Cuore di cui ha dovuto semplicemente curare i dettagli finali e gli arredi, mentre permangono dubbi e incertezze su un aspetto fondamentale come le attività e le modalità gestionali future.

«Il contributo dell’attuale sindaco al progetto – ribadisce Giovanna Tizzi, consigliera comunale di Poppi nel Cuore, – è stato di 5.000 euro per l’acquisto degli arredi per cui, tra l’altro, è stata scelta una nota catena multinazionale mentre sarebbe stato preferibile, come spesso succede in queste situazioni, optare per aziende del territorio in un’ottica di sostegno all’economia locale e di coerenza con i principi di rigenerazione e valorizzazione dello stesso territorio che avevano ispirato l’intero progetto.

Chiediamo ora di conoscere quale sarà il piano di gestione dei servizi che configura un elemento centrale nel progetto di riqualificazione:

il sindaco Lorenzoni ha infatti parlato genericamente di “front office” senza specificare altro e di “facilitazione digitale” che è un progetto finanziato dall’Unione dei Comuni Montani del Casentino.

L’amministrazione deve dunque necessariamente chiarire come intende rendere operativo il centro, quali servizi saranno effettivamente disponibili fin dall’apertura e in che modo verranno coinvolti cittadini, associazioni e realtà del territorio, affinché uno spazio così importante possa davvero diventare un punto di riferimento per tutta la comunità».

 

Poppi (Ar), lunedì 19 gennaio 2026

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