Il Gruppo Consiliare Rinascimento Castiglionese attacca la delibera n. 167: «Scuole chiuse in fretta e furia, trasporto gratis solo a chi si adegua. Diseguaglianze tra le famiglie e conti che non tornano: chiesto il parere al Segretario Generale»
Castiglion Fiorentino, 30 giugno 2026 – Prima si chiudono i plessi scolastici in fretta e furia, senza un piano strutturato e in assenza di decreti formali; poi, nel tentativo di arginare la sacrosanta protesta delle famiglie, si distribuiscono bonus gratuiti come in un’operazione promozionale da supermercato.
È questa la dura accusa del gruppo consiliare Rinascimento Castiglionese a seguito della delibera di Giunta n. 167 dello scorso 25 giugno, con cui è stata approvata l’esenzione dalle tariffe dello scuolabus per gli alunni colpiti dalla chiusura della scuola dell’infanzia di La Nave e della primaria di Santa Cristina.
«Un tentativo maldestro di calmare le acque – attacca l’opposizione – con un provvedimento zeppo di contraddizioni e ingiustizie che tutti i castiglionesi devono conoscere». Il gruppo consiliare sintetizza la vicenda in tre punti chiave:
1. Pressione sulla libera scelta educativa delle famiglie
La legge garantisce a ogni genitore la libertà di decidere dove iscrivere i propri figli. La Giunta, invece, utilizza la leva economica per indirizzare le scelte dei cittadini.
Il meccanismo introdotto è chiaro: chi si adegua alla linea del Comune e trasferisce il figlio alla scuola dell’infanzia “La Coccinella” (plesso indicato dall’Amministrazione) ottiene il pulmino gratis.
Chi decide di esercitare il proprio diritto optando per un altro plesso del territorio comunale, pur subendo lo stesso identico disagio del trasferimento, viene costretto a pagare.
2. Famiglie di serie A e di serie B: criteri inesistenti ed equità tradita
La delibera giustifica la gratuità come compensazione per il “disagio” subìto dalle famiglie di La Nave e S. Cristina. Tuttavia, l’Amministrazione non ha allegato alcuna relazione tecnica né tabelle chilometriche per quantificare tale disagio.
«Ci chiediamo – prosegue Rinascimento Castiglionese – se una famiglia che abita nelle frazioni distanti dal centro o in periferia, e che ogni anno spende centinaia di euro per lo scuolabus, non subisca forse un disagio quotidiano.
Perché per alcuni il servizio diventa gratuito per rimediare a un errore politico della Giunta, mentre tutti gli altri devono pagare la tariffa intera fino all’ultimo centesimo? Questa non è equità, è un bonus per evitare problemi politici».
3. Chiusure “fantasma” e l’enigma dei conti pubblici
Il quadro si fa ancora più confuso sul piano amministrativo e contabile.
Da un lato la Giunta dà per già liquidate le scuole di La Nave e Santa Cristina, ma ad oggi non risulta alcun atto formale di chiusura, tanto che i plessi mantengono i codici attivi presso il Ministero dell’Istruzione.
Dall’altro, i conti non tornano: la delibera indica in 48 i bambini coinvolti. Calcolatrice alla mano, considerando la tariffa di 229 euro a testa, il minor introito per le casse comunali dovrebbe aggirarsi intorno agli 11.000 euro. Nella delibera, invece, viene messa a bilancio la cifra di soli 2.000 euro.
La richiesta di chiarezza
Di fronte a queste pesanti incongruenze, il gruppo consiliare ha depositato una richiesta formale al Segretario Generale del Comune per ottenere un parere motivato su ognuno dei punti critici sollevati.
«Chi amministra ha il dovere di garantire equità e parità di trattamento per TUTTI i cittadini – conclude il gruppo di minoranza –, non solo quando si trova costretto a rimediare ai propri pasticci amministrativi».
Gruppo Consiliare Rinascimento Castiglionese

