Positivo il bilancio pneumologia intensiva riabilitativa

Aperto al San Donato di Arezzo un anno fa è il primo centro pubblico in Toscana dedicato alla riabilitazione ad alta intensità dei pazienti con grave disabilità respiratoria

Sono 93 i pazienti che in un anno sono stati presi in cura dal centro di Pneumologia intensiva riabilitativa. Il centro è allestito all’interno della UOC Pneumologia dell’ospedale di Arezzo diretta dal dr. Raffaele Scala.

Un centro ad alta intensità in regime di ricovero che in Toscana è il primo di questo tipo aperto in una struttura sanitaria a gestione completamente pubblica e che rientra nel Piano Interaziendale di gestione integrata per questo tipo di patologia con l’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese.

Quattro posti letto ad alta intensità dedicati alla riabilitazione di pazienti con grave disabilità respiratoria.

In questo primo anno di esperienza il centro di Pneumologia intensiva riabilitativa ha permesso a 93 pazienti che hanno superato un grave scompenso respiratorio di iniziare, e completare, il percorso di riabilitazione. Questo avviene all’interno della struttura specialistica in cui sono ricoverati.

Una struttura per la presa in cura delle patologie respiratorie, dalla fase acuta passando per la riabilitazione fino alla dimissione.

Ad affiancare la Pneumologia riabilitativa anche un ambulatorio, collocato all’interno del San Donato. Qui i pazienti, dopo la dimissione dalla pneumologia, in continuità ospedale-territorio, proseguiranno i trattamenti fisioterapici e/o logopedici.

Il centro ha come obiettivo quello di garantire il recupero della funzione respiratoria e motoria in pazienti con gravi patologie prevalentemente, ma non esclusivamente, polmonari che hanno superato l’attacco respiratorio acuto in Unità di terapia intensiva polmonare (Utip),

ma che rimangono dipendenti parzialmente o in modo totale dalla ventilazione meccanica. Anche per quei pazienti che devono essere dimessi a domicilio con un ventilatore meccanico.

«I pazienti non saranno più costretti a spostarsi in altre strutture come avveniva in precedenza – spiega il dr Raffaele Scala – I casi che hanno beneficiato di questa nuova struttura sono relativi a BPCO, enfisema polmonare, pazienti con deformità della gabbia toracica, scompenso cardiaco avanzato, gravi polmoniti sia batteriche che virali tra cui quella da influenza, grave obesità con sindrome da apnea ostruttiva notturna.

In più del 70% dei casi i pazienti sono stati svezzati con successo dalla ventilazione meccanica. Di questi, 3 su 4 sono stati liberati anche dalla cannula tracheostomica.

Nel 20% dei casi è stata effettuato con successo adattamento a ventilazione meccanica non invasiva. Inoltre, nel 10% dei casi i pazienti sono rientrati a domicilio senza alcun supporto respiratorio».

«Ogni anno – conclude il dr Scala – l’Utip di Arezzo tratta oltre 300 pazienti.

Di questi, più di un terzo ha necessità di un trattamento riabilitativo intensivo pneumologico. Si tratta di un numero che corrisponde al doppio di quanto avevamo stimato. Ciò testimonia una richiesta crescente di bisogni in questa area della sanità.

I risultati ottenuti in Pneumologia riabilitativa sono frutto dell’attività del gruppo di lavoro aziendale multidisciplinare. A questo gruppo hanno partecipato il Dipartimento delle professioni infermieristiche e ostetriche, il Dipartimento delle professioni tecnico sanitarie, della riabilitazione e della prevenzione. Il tutto si è svolto con il coordinamento delle Aree dipartimentali di Medicina fisica e riabilitativa e di Pneumologia.

Un approccio innovativo, multidisciplinare e multiprofessionale, che coinvolge più figure professionali: pneumologi, fisioterapisti, personale infermieristico e Oss».

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