Il contributo civico di Antonio Marino propone una piazza a piano unico per coniugare estetica monumentale e flessibilità urbana.
Il dibattito sulla riqualificazione di Piazza Saione è acceso ed è arrivato a farsi sentire anche tra le mura di Palazzo Cavallo.
La questione vuole coinvolgere, alla vigilia della tornata elettorale, anche i nuovi aspiranti primi cittadini in lizza in questo mese e mezzo che ci separa dal voto.
In questo clima di confronto, emerge una proposta che punta a fare sintesi attraverso l’alta qualità progettuale.
L’architetto Antonio Marino, professionista aretino che ha scelto di intervenire mosso da un sincero spirito di cittadinanza attiva, ha inviato una nota formale al Sindaco Ghinelli e all’Assessore Casi per offrire una visione alternativa dello spazio.
Oltre l’urbanistica: la piazza come “Terzo Luogo”
Arezzo ha oggi un’occasione rara: dopo oltre 50 anni può tornare a costruire una vera piazza, non solo riqualificare uno spazio. Il punto centrale non è esclusivamente urbanistico, ma sociale.
Le piazze storicamente funzionano quando diventano un “terzo luogo”: uno spazio diverso da casa e lavoro, dove le persone si incontrano spontaneamente e costruiscono relazioni.
Oggi molte piazze falliscono perché diventano semplici spazi attraversati; Piazza Saione si trova esattamente su questo confine.
Il rischio evidenziato dall’architetto è quello di frammentare l’area con una viabilità troppo rigida, perdendo quella continuità necessaria all’utilizzo sociale.
“Una piazza contemporanea deve poter cambiare durante la giornata, non restare sempre uguale a sé stessa”, suggerisce idealmente Marino.
La competenza tecnica al servizio della città
Per tradurre questa visione in realtà, la proposta tecnica dell’architetto punta su una piazza a piano unico, una soluzione che garantirebbe:
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Polifunzionalità e Uso Flessibile: uno spazio unitario e capace di adattarsi a funzioni diverse, dai mercati agli eventi, fino alla socialità quotidiana.
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Qualità Diffusa e Sicurezza: valorizzare la vocazione pedonale crea un ambiente vissuto, che rappresenta il primo presidio naturale contro il degrado.
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Reversibilità Viaria: la proposta garantisce l’accessibilità necessaria al traffico, mantenendo però la flessibilità di adattare i flussi alle esigenze future del quartiere.
Un’armonia degna della Chiesa Monumentale
L’obiettivo dell’architetto Marino non è interferire con le decisioni dell’Amministrazione, ma offrire una suggestione visiva che possa arricchire la riflessione su uno spazio baricentrico per il quartiere.
L’auspicio è che Piazza Saione possa ricevere una veste architettonica finalmente degna della Chiesa monumentale che la domina, diventando la prima vera piazza contemporanea del XXI secolo di Arezzo.
Una rigenerazione per l’intera comunità
In un momento in cui le città sembrano avere sempre meno luoghi di incontro reale, il messaggio di Marino è chiaro: “Saione può invertire questa tendenza”, trasformandosi in un luogo di relazione e non solo di passaggio.
Una visione che, se sorprende e stupisce per il suo impatto estetico, può rappresentare una risposta concreta a problemi sentiti come la sicurezza e il decoro in un quartiere popolato e “colorato”.
Nonostante le attuali criticità, Saione può offrire opportunità di sviluppo socio-economico importanti, in funzione di un rilancio dell’intera comunità cittadina in un’ottica di riqualificazione e rigenerazione urbana, capace di rimettere al centro la vivibilità e la socialità.
Chissà se la proposta sarà ascoltata e accolta; siamo certi che, anche per la sua forza suggestiva, alimenterà un dibattito acceso tra chi si contende la poltrona più alta di Palazzo Cavallo, in questo mese e mezzo che ci separa dall’appuntamento elettorale.

