Castiglion Fiorentino e la Dakar condividono da anni un legame speciale, scritto nella storia del motociclismo grazie a Fabrizio Meoni e alle sue due indimenticabili vittorie del prestigioso rally del deserto.
Un legame profondo che ancora oggi continua a vivere grazie alla presenza di un altro castiglionese:
Paolo Lucci, capace di portare ancora una volta in alto il nome di Castiglion Fiorentino sui tracciati più duri e affascinanti del rally mondiale.
Nel corso della Dakar 2026, conclusasi sabato scorso, Lucci ha scelto di portare simbolicamente con sé la comunità di Castiglion Fiorentino:
sul parafango anteriore della sua Honda numero 29, sopra al simbolo del Motoclub Fabrizio Meoni, campeggia infatti il logo del Comune di Castiglion Fiorentino, con l’effigie di San Michele.
Una piccola curiosità che dice molto, soprattutto al termine di una Dakar conclusa in crescendo:
dopo un avvio sfortunato, Lucci ha saputo reagire con determinazione e carattere, centrando cinque piazzamenti consecutivi nella Top 20 e uno straordinario 9° posto assoluto nella decima tappa.
“Da un paio d’anni sono tornato nel Motoclub di Castiglion Fiorentino – fa sapere Paolo Lucci che da poche ore è rientrato a casa – e mi faceva piacere portare con me i simboli della mia città e del Motoclub.
Purtroppo c’è stato quel problema alla gomma, ma per il resto sono abbastanza soddisfatto di come è andata”.
Via social sono arrivati anche i complimenti del Sindaco Mario Agnelli, che ha sottolineato l’attaccamento di “Paolino” alle proprie radici.
“Ha chiuso una Dakar all’insegna della determinazione, del lavoro, del carattere che hanno avuto la meglio anche sul guasto tecnico alla moto avvenuto a 50 km dalla fine di una prova speciale – scrive il Sindaco Agnelli -.
Lì è venuta fuori tutta la tigna di questo ragazzo audace, coraggioso, nostrano, autenticamente Castiglionese, amante delle sfide che solo in moto si possono vivere.
Grazie al nostro Paolo Lucci ancora una volta Castiglion Fiorentino è stato portato su uno dei palcoscenici sportivi più duri e affascinanti al mondo come solo la Dakar sa essere. Ti aspettiamo a casa Paolino”.

