Nuovo appuntamento con i “Calici di Storia” a porta Sant’Andrea, evento che vede la collaborazione con la Società Storica Aretina e la Confederazione Italiana Agricoltori.
Giovedì 5 marzo, dalle ore 19.30, nella sede di via delle Gagliarde sarà la Tenuta La Cella a proporre una degustazione dei suoi vini, accompagnati da taglieri di affettati e rigatoni alla carbonara.
A seguire, dalle 21.15 si terrà la conferenza di Santino Gallorini su una delle più singolari pagine della millenaria storia di Arezzo, “Il Viva Maria: fatti, antefatti e conseguenze”. L’ingresso è libero mentre le consumazioni sono a pagamento.
L’ultimo appuntamento è in programma giovedì 26 marzo con Maria Gatto che parlerà de “L’anfiteatro delle storie incrociate: spettacolo, preghiera, cultura”.
L’AZIENDA VINICOLA
Così si descrive: “L’Azienda Agricola La Cella nasce nel cuore della Toscana, ad Arezzo, grazie all’amore e alla dedizione della famiglia Magnanini che, da generazioni sin dall’800, porta avanti una storia agricola centenaria con passione e rispetto per la natura.
L’Azienda si estende su cinquanta ettari, nelle tenute La Cella e Campigliano, di cui la maggior parte dimorati a vigneto, interamente compresi nella zona di produzione del Chianti D.O.C.G. e I.G.T. Toscana.
Ogni anno incrementiamo la nostra superficie vitata, impiantando nuovi vigneti e cercando sempre nuovi cloni di vite che si possano adattare al meglio nel nostro terroir.
Utilizziamo le più innovative tecnologie, con un occhio sempre rivolto al futuro, senza però mai distogliere lo sguardo dal passato, ricco di valori e insegnamenti dei nostri nonni.”
LA CONFERENZA
Santino Gallorini “Il Viva Maria: fatti, antefatti e conseguenze”.
Giovedì 5 marzo, ore 21.15
Al cosiddetto “periodo francese” appartiene una delle più singolari pagine della millenaria storia di Arezzo.
Si tratta del “Viva Maria”, quella spontanea insurrezione popolare (o insorgenza) che nel maggio 1799 portò alla cacciata degli occupanti francesi da Arezzo e da tutto il Centro Italia.
Le truppe francesi nel marzo 1799 avevano occupato il neutrale Granducato di Toscana e il 6 aprile erano arrivate anche ad Arezzo, instaurandovi una Municipalità.
La mattina del 6 maggio 1799 bastò un’eccessiva reazione degli ussari francesi ad un assembramento popolare intorno all’Albero della Libertà in Piazza Grande, per dare vita ad un’insurrezione dalle proporzioni impensabili, che in meno di quattro mesi portò alla liberazione di tutta la Toscana, dell’Umbria, delle Marche, del Lazio fino a Roma e della Romagna.
L’anno successivo, dopo la grande vittoria napoleonica a Marengo, Arezzo avrebbe pagato salatamente la sua ribellione.
L’AUTORE
Santino Gallorini
Aretino, cultore di archeologia e storia locale, da molti anni Santino Gallorini s’interessa particolarmente delle vicende del passato della terra aretina.
Ha pubblicato circa venticinque lavori, fra i quali “La Primavera del Viva Maria” (Cortona, Calosci, 1999). Ha vinto un Premio nazionale del libro di Storia “Gustavo Grifoni” e due Premi Tagete, sezione Saggistica.
Due sue ricerche hanno ottenuto anche l’apprezzamento personale del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. È socio dell’Accademia Petrarca di Arezzo e dell’Accademia Masoliniana di Panicale, oltre che socio fondatore della Società Storica Aretina. Collabora saltuariamente con alcune testate giornalistiche locali.

