Un confronto pubblico per difendere la libertà di espressione, il diritto di critica e il pluralismo democratico. Si terrà giovedì 1 ottobre alle ore 11, nella Sala Giostra del Saracino del Comune di Arezzo, la conferenza stampa promossa da associazioni, realtà sindacali del territorio. La conferenza stampa sarà aperta a tutti i cittadini e realtà del territorio.
Al centro dell’iniziativa la forte preoccupazione per il disegno di legge n. 1004, che secondo promotori e aderenti rischia di introdurre una pericolosa equiparazione tra la critica alle politiche dello Stato di Israele e il razzismo antisemita, con conseguenze dirette sulla libertà di manifestazione del pensiero, sull’attività giornalistica, sulla ricerca, sul mondo dell’associazionismo e sui movimenti per i diritti umani.
L’incontro intende ribadire una posizione chiara: contrastare ogni forma di antisemitismo, razzismo e discriminazione è un dovere democratico imprescindibile, ma tale impegno non può essere utilizzato per limitare il diritto di critica politica nei confronti delle scelte di un governo o di uno Stato. Una democrazia si rafforza attraverso il confronto delle idee, non attraverso la loro censura.
Alla conferenza stampa interverranno rappresentanti delle organizzazioni promotrici e della società civile:
- Sara Lucaroni, Rete #NOBAVAGLIO e Articolo 21
- rappresentante di Giuristi Democratici
- Luca Gabrielli, Rete Arezzo R-esiste
Le organizzazioni aderenti denunciano il rischio che norme formulate in maniera estensiva possano colpire attivisti, associazioni, giornalisti, studiosi, organizzazioni per i diritti umani e realtà che da sempre si battono contro ogni forma di razzismo, fascismo, nazismo e antisemitismo, limitando il dibattito pubblico su questioni di interesse internazionale e umanitario.
L’appuntamento sarà l’occasione per illustrare le ragioni della mobilitazione nazionale di venerdì 2 ottobre in piazza Montecitorio contro il DDL 1004 e per presentare le iniziative che nelle prossime settimane coinvolgeranno associazioni, sindacati, organizzazioni democratiche e cittadinanza.

