Morti sul lavoro: parliamo dei minori servizi ispettivi di Asl

Fatalità: parola che compare quasi sempre nelle narrazioni degli incidenti sul lavoro.

“Parola fuor di luogo – commenta Gabriella Petteruti, dirigente Fp Cgil –  quando il sistema di controllo e prevenzione viene deliberatamente depotenziato. La realtà dei fatti è drammatica:

i servizi ispettivi delle Asl, presidio fondamentale per la legalità e la sicurezza nei cantieri, nelle fabbriche e in tutti i luoghi di lavoro, sono sotto attacco”.

La Fp Cgil denuncia lo smantellamento in corso: “organici dimezzati anche in provincia di Arezzo, personale ridotto all’osso e un ruolo professionale sempre più marginalizzato da scelte politiche che sembrano ignorare l’emergenza nazionale dei morti sul lavoro”.

A questa carenza di risorse si aggiunge l’assenza totale di risposte per il rinnovo del contratto nazionale del comparto: “il personale che dovrebbe garantire la sicurezza di lavoratori e cittadini opera in condizioni di precarietà e senza il riconoscimento dovuto.

È questa l’idea di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro che hanno le nostre istituzioni? Non è più tempo di messaggi di cordoglio.

Chiediamo, quindi,  un confronto serio e immediato con i vertici regionali e nazionali per il ripristino degli organici ispettivi delle Asl.

Occorrono investimenti reali nella prevenzione e nel monitoraggio costante dei luoghi di lavoro ma anche il rinnovo immediato del contratto e nuovi strumenti e risorse anche regionali, restituendo dignità e forza a chi deve vigilare sulla vita dei lavoratori.

Ogni volta che si taglia un ispettore o si depotenzia un servizio della ASL, si apre un buco nella rete della sicurezza in cui cadono i lavoratori, proprio come accaduto ad Arezzo.

La sicurezza non è un costo ma un investimento civile. Senza controlli, il profitto continuerà a pesare più della vita umana.

Il sindacato metterà in campo ogni forma di mobilitazione necessaria per fermare questo smantellamento e per esigere il rispetto della dignità di chi lavora”.

Un tema fondamentale – come sottolinea Antonella Pagliantini, responsabile organizzazione della Cgil di Arezzo – è quello della “formazione di qualità dei lavoratori, rispetto alla specificità delle mansioni.

Troppo spesso un utilizzo improprio del contratto applicato ai lavoratori nel sistema appalti, sia pubblici che privati, stabilisce a quale tipo di formazione, rischio e misure di prevenzione sarà soggetto quel lavoratore.

La catena delle responsabilità deve essere una cinghia di trasmissione per la prevenzione degli infortuni non una corda con cui si tirano le somme a infortunio avvenuto”.

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