Giovedì 5 febbraio presso la sede di Arezzo Fiere e Congressi si terrà la prova di preselezione per il concorso pubblico per un posto da dirigente comandante a tempo indeterminato per la Polizia Locale di Arezzo.
Mi sono già espresso al riguardo nel corso dei mesi scorsi e delle settimane passate ed ho manifestato il mio pensiero sull’inopportunità politica di questo procedimento di selezione che interviene a distanza di pochi mesi dalle prossime elezioni comunali di primavera.
Un gesto di arroganza – quello del Sindaco Ghinelli – che a mio avviso è solo una manifestazione di potere che si è palesata con un bando pubblico che, a mio parere, sarà destinato ad avere delle conseguenze politiche e forse anche giudiziarie.
Esattamente come quando nel 2022 ebbi a dire in Consiglio comunale, che il bando per le case popolari del Comune di Arezzo era incostituzionale, così come poi a distanza di qualche anno è stato effettivamente stabilito dalla Corte Costituzionale, con la sentenza n. 1 del 2026.
Mi ricordo che venni anche deriso in aula da una parte della maggioranza quando espressi tutte le mie riserve su questo bando.
E oggi chi ride? Certamente non ridono i cittadini di Arezzo.
Ecco, con lo stesso spirito di servizio di allora, ed a solo vantaggio del mio amor proprio per la mia città, oggi dico che a mio parere, il bando per la ricerca del nuovo comandante della Polizia Municipale di Arezzo così come è stato congegnato non va bene.
E’ troppo generico. In base ai requisiti di ammissione al concorso stabiliti nel bando, si potrebbe arrivare all’assurdo che il nuovo comandante della Polizia Locale di Arezzo possa essere un qualsiasi funzionario o dirigente amministrativo, anche del tutto privo di esperienza in questo specifico ruolo, quando invece l’articolo 15 del regolamento del Corpo di Polizia Locale di Arezzo stabilisce che “il comandante è persona di comprovata esperienza”.
Insomma un impiegato amministrativo di un qualsiasi ufficio pubblico, ad esempio, potrebbe essere nominato comandante della Polizia Locale di Arezzo.
Quello che Arezzo sta cercando invece deve essere un comandante che provenga proprio dai ranghi dei vigili urbani, così come lo è stato Poponcini.
Non sono io a dirlo. Infatti in una nota indirizzata alla Presidenza del Consiglio, il Ministero dell’Interno presieduto dall’ex Prefetto Matteo Piantedosi, ribadisce che “il ruolo di comandante può essere attribuito solo a personale appartenente ai ruoli della polizia locale, poiché tali figure sono reclutate con specifici requisiti professionali che le abilitano allo svolgimento di funzioni di polizia giudiziaria, sicurezza pubblica e polizia stradale”.
E’ curioso come ad Arezzo, che pure è della stessa parte politica del governo centrale di Roma, si faccia diversamente da come indicato dal Ministero per scegliere il comandante della Polizia Municipale. Chissà cosa dirà il Ministro Piantedosi quando sarà informato al riguardo?
Il bando per la nomina del dirigente comandante della Polizia Municipale di Arezzo deve essere nato proprio sotto una cattiva stella, infatti fu ritirato anche nel 2020, con 40 candidati e sempre dall’amministrazione Ghinelli, quando si sarebbe dovuto individuare il successore del dirigente comandante Cino Augusto Cecchini.
E invece fu poi nominato il funzionario Poponcini, che dirigente non era.
Delle due l’una Sindaco: il Comandante della Polizia Municipale è dirigente o va bene anche il funzionario?
Dia retta Sindaco, in autotutela, lo ritiri anche questa volta il bando di concorso, a maggior ragione che stavolta i candidati sono oltre cento, chissà che qualcuno di loro abbia a presentare qualche ricorso e il Comune finisca per incappare in qualche censura giudiziaria come accaduto dalla Corte Costituzionale per il bando delle case popolari.
Chissà poi che la Corte dei Conti non abbia a fare dei rilievi. Chi pagherà in quel caso?

