“Anche la successione a Lorenzo Cinatti alla guida della Fondazione Guido d’Arezzo diventa un caso.
Per questo ho depositato una nuova interrogazione a risposta scritta per chiedere chiarezza su una procedura di selezione tardiva e poco trasparente.
Dopo la mia prima interrogazione del 27 dicembre scorso, l’amministrazione comunale si è mossa:
il 19 gennaio è infatti apparso l’avviso di selezione, peraltro solo a seguito del mio primo sollecito, ma restano ugualmente molte perplessità.
Principalmente per tre motivi: il sindaco Ghinelli non ha ritenuto di fornire risposta nelle sedi opportune alle domande poste a dicembre, in secondo luogo il bando è rimasto aperto solo 15 giorni, fino al 3 febbraio, e dunque per un lasso di tempo breve che penalizza la partecipazione. È un copione già visto con la Fondazione Arezzo Intour.
Perché non dare più respiro a una ricerca così importante per la cultura cittadina?
In terzo luogo, le modalità di pubblicazione: l’avviso non è rintracciabile su InPA, il portale del reclutamento obbligatorio per tutte le pubbliche amministrazioni e le società partecipate.
Anche se la fondazione è di diritto privato, essendo costituita e partecipata dal Comune, deve sottostare a obblighi di trasparenza. Ma la scelta è stata diversa.
La gestione della cultura ad Arezzo non può essere un affare privato o una corsa contro il tempo decisa all’ultimo minuto.
I cittadini hanno il diritto di sapere come vengono scelti i vertici di istituzioni che gestiscono denaro e servizi pubblici. Chiedo al sindaco, in qualità di presidente della Fondazione Guido d’Arezzo, di conoscere il numero esatto delle candidature pervenute, con relativi protocolli, i nomi dei candidati ammessi e, soprattutto, i componenti della commissione esaminatrice”.

