Menchetti: “Archivio comunale, sicurezza a fasi alterne?”

Il tema della sicurezza dei lavoratori e degli utenti deve essere prioritario per la prossima Amministrazione comunale.

Dopo l’appello – l’ennesimo – lanciato nei giorni scorsi sulla stampa locale dall’Ordine degli Architetti di Arezzo, con il quale è stato denunciato il perdurare del grave disservizio per l’accesso all’archivio comunale di via della Fiorandola da parte dei tecnici per la consultazione delle pratiche;

da candidato sindaco del Comune di Arezzo intendo raccogliere questo SOS e continuare il mio impegno da consigliere comunale in opposizione alla Giunta Ghinelli, per risolvere una situazione che dura da anni e che mi ha visto nel corso di questa consiliatura sottoporre questo stesso tema dell’immobile destinato ad archivio comunale a questa amministrazione, che non è stata in grado di risolvere la situazione.

La richiesta urgente riguarda la sicurezza dell’archivio delle pratiche edilizie del Comune di Arezzo.

Questa situazione è inaccettabile e lesiva non solo della dignità professionale di geometri, architetti e ingegneri che ogni giorno per lavoro hanno a che fare con i documenti conservati negli uffici comunali di via della Fiorandola, ma è lesiva anche dei diritti dei cittadini che sono coloro i quali delegano i propri tecnici alla consultazione allo studio di tali atti.

Occorre richiamare l’attenzione e l’urgenza di adottare i provvedimenti che rispondano a impellenti esigenze di sicurezza che non possono essere sottovalutate o trascurate del tutto, nonostante ripetute richieste al Comune di Arezzo, giunte solo da parte dei consiglieri comunali di minoranza.

La risposta ricevuta dall’amministrazione alla mia interrogazione sulla ricerca di un immobile da destinare ad archivio mi lascia ancora più perplesso.

Leggo nella risposta che “l’immobile adibito ad archivio storico necessita di lavori di adeguamento ai requisiti previsti per i luoghi di lavoro quali ad esempio la realizzazione di una scala esterna, un sistema idrico antincendio con accumulo, che sono indispensabili per la conformità dell’archivio alle normative vigenti in materia di sicurezza e antincendio”.

Questi lavori non mi risultano essere stati fatti da nessuno sull’immobile di via della Fiorandola. Quindi, chi pensa alla sicurezza dei lavoratori che qui ogni giorno svolgono il proprio mestiere? 

Nella risposta datata 18 febbraio 2026 alla mia interrogazione, leggo anche che “l’immobile necessita di interventi di adeguamento come luogo di lavoro.

I dirigenti dei servizi di riferimento per la gestione dell’archivio hanno deciso di non tenere i dipendenti in maniera continuativa presso il plesso. Ciò al fine di garantire sia la sicurezza degli stessi sia quella degli utenti che devono consultare le pratiche”.

Come se la sicurezza dei dipendenti comunali e dei tecnici esterni fosse gestibile a corrente alternata cioè in “maniera non continuativa”.

Se un immobile è sicuro, è sicuro sempre, non a fasi alterne.

E’ inaccettabile che un’amministrazione che siede alla guida del governo della città da due mandati di fila non abbia saputo dare risposta agli ordini professionali e ai cittadini.

E’ politicamente inaccettabile che la giunta Ghinelli, che si fregia di avere in giunta tre ingegneri e un architetto – e non è il titolo di un film di Aldo, Giovanni e Giacomo – non sia stata capace di risolvere questa situazione e che l’unica alternativa proposta alla città è stata quella di traslocare ogni volta le pratiche da consultare da via della Fiorandola a piazza Fanfani sede dell’ufficio edilizia e urbanistica.

Con tutti i costi a carico della collettività e con tutti i disagi del caso, in primis per i tecnici che di tali pratiche necessitano per il loro lavoro. 

Se sarò eletto sindaco uno dei primi impegni della mia giunta sarà quello di risolvere questa brutta situazione, ascoltando in primis i lavoratori e i professionisti coinvolti, così come pure fra i primi atti ci sarà il controllo a tappeto della sicurezza di tutti gli immobili comunali adibiti a uffici.

L’importanza primaria della sicurezza di chi lavora e dei cittadini che frequentano questi luoghi e uffici pubblici è per me una priorità.

Oltretutto il canone annuo di affitto pagato dal Comune di Arezzo alla proprietà dello stabile di via della Fiorandola supera i 75 mila euro all’anno.

Politicamente non posso accettare in silenzio che si continui ancora a rimandare o trascurare la grave questione segnalata.

Per tale motivo, intendo indirizzare una segnalazione a un largo ventaglio di istituzioni che non possono trascurare quanto esposto.

A loro chiedo che i punti evidenziati vengano esaminati non solo con attenzione ma che si rilevi l’urgenza e l’improcrastinabilità di una situazione che potrebbe comportare rischi gravissimi per i lavoratori oltre che per i cittadini.

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