Vissuto per anni come luogo di villeggiatura familiare dalla fondatrice del festival Irene Abrigo, oggi l’antico borgo di Lucignano è divenuto da sei anni sede viva e pulsante di una breve ma intensa kermesse trasversale alle arti ed ai sensi tutti, che prosegue la tradizione mai interrotta nella campagna toscana dal Trecento di Boccaccio, di ritiro artistico e creativo nella bellezza di un paesaggio dolcemente antropizzato e con la precisa vocazione sociale di unire i residenti, dalle scuole fino agli anziani della locale Casa di Riposo, alle grandi star internazionali fino ai giovani talenti di tutto il mondo per la nuova masterclass, in un’unica festa di musica, talk, cinema, artigianato ed infine anche conviviale.
Il tema di questa edizione, “L’Età dell’Oro”, intreccia dunque al percorso musicale straordinarie tradizioni artigianali, dalla liuteria, simbolo dell’eccellenza musicale europea raggiunta nel periodo d’oro di Antonio Stradivari, all’oreficeria aretina, custodita e celebrata nel magnifico Albero d’Oro di Lucignano, fino alla produzione toscana di olio extravergine d’oliva, patrimonio culturale tutelato dal marchio IGP, presentato qui dal pluripremiato Frantoio 5 Colli lucignanese.
La duecentesca chiesa di San Francesco, sede primaria dell’attività musicale, accoglierà dunque sotto gli affreschi trecenteschi, fra cui vale nominare l’originale Trionfo della Morte di Bartolo di Fredi, quattro concerti cameristici con Irene Abrigo e Francesco Sica al violino, Jürg Dähler e Johannes Erkes alla viola, Patrick Demenga e Sebastian Braun al violoncello e Giampaolo Bandini alla chitarra.
Inoltre per la prima volta si avrà un compositore in residenza, il sassofonista jazz e classico Daniel Schnyder, protagonista anche di una masterclass dedicata al rapporto tra i due generi fondanti la musica colta, con un focus sullo stile compositivo, le tecniche di improvvisazione e le possibilità di far dialogare linguaggi musicali diversi.
Una novità che porterà nella cittadina tanti giovani talenti da tutto il mondo per invadere davvero di note l’aria settembrina della campagna toscana. Ma anche un’iniziativa che rafforza la vocazione alla musica di oggi del festival, che presenterà impaginati trasversali ad epoche e linguaggi diversi, con un focus particolare alle composizioni di Schnyder, inclusa una prima esecuzione italiana con Four Pieces for Solo Saxophone.
In tutti gli appuntamenti si spazierà dalla musica senza tempo di Schubert all’Adagio di Bruckner, dal fascino hollywoodiano di Korngold alle pagine di Beethoven, fino al dialogo tra il Fandango di Boccherini e il Fandango del compositore contemporaneo Alessandro Molinelli.
A completare il percorso, una speciale serata di cinema all’aperto con La febbre dell’oro di Charlie Chaplin, nella versione restaurata in 4K dalla Cineteca di Bologna in occasione del centenario della sua uscita nel 1925.
Ogni concerto avrà poi un momento conviviale aperto a tutti con aperitivi, cene con gli artisti e degustazioni d’olio e vino, oltre a momenti di dialogo come l’incontro speciale di sabato 26 settembre alle ore 10.00 al Museo dell’Albero d’Oro di Lucignano, dedicato al rapporto tra arte, artigianato, valore ed investimento.
Infatti il liutaio Davide Cortesi guiderà il pubblico alla scoperta del Golden Period di Antonio Stradivari, mentre Jürg Dähler, fondatore di TonArt e attivo da oltre trent’anni nel mercato internazionale degli strumenti ad arco, parlerà dell’evoluzione del loro valore e del loro potenziale come investimento.
Poi esperti di oreficeria aretina guideranno gli uditori a scoprire i segreti della lavorazione dell’oro nei secoli, illustrando la storia dell’Albero d’Oro di Lucignano, capolavoro unico al mondo e simbolo della città.
Concerti, formazione, cinema e patrimonio artistico diventano così tappe di un unico viaggio attraverso la memoria e l’invenzione, la materia e il suono, l’artigianato e la creatività, alla scoperta di ciò che rende un’opera davvero preziosa e senza tempo.
Inoltre Quinta Stagione APS, organizzatrice del Festival, prosegue anche quest’anno la propria missione di sensibilizzazione e divulgazione culturale attraverso un programma di attività collaterali rivolte al territorio, realizzate in collaborazione con scuole primarie e secondarie, scuole e accademie di musica e la casa di riposo del borgo.
Un percorso che amplia l’esperienza del Festival oltre i concerti, creando occasioni di incontro e avvicinamento alla musica tra generazioni diverse e rendendo la cultura musicale uno strumento di partecipazione, formazione e condivisione.
Juri Sicuranza, sindaco di Lucignano, dichiara: «Il Lucignano Music Festival, grazie alla direzione artistica di Irene Abrigo, è ormai un appuntamento consolidato e rappresenta molto bene l’idea di cultura che vogliamo promuovere: una cultura di qualità, capace di dialogare con il territorio e di coinvolgere l’intera comunità.
La sesta edizione conferma la dimensione internazionale della manifestazione e, allo stesso tempo, il suo forte legame con Lucignano, con il nostro patrimonio storico e artistico e con le persone che vivono il paese ogni giorno. È particolarmente significativo che il Festival sappia rivolgersi alle nuove generazioni, alle scuole e anche agli anziani della Casa di Riposo, creando occasioni di incontro attraverso la musica.
Per alcuni giorni Lucignano diventa un luogo di scambio tra artisti affermati, giovani talenti e cittadini, rafforzando quella vocazione all’accoglienza e alla cultura che costituisce uno degli elementi più autentici della nostra identità».
Stefano Cresti, assessore cultura e turismo comune di Lucignano, aggiunge: «Il Lucignano Music Festival si conferma un appuntamento di grande spessore artistico e culturale, capace di portare nel nostro borgo musicisti di livello internazionale e, allo stesso tempo, di costruire un dialogo profondo con l’identità e il patrimonio di Lucignano.
Il tema scelto per questa edizione, “L’Età dell’Oro”, trova nell’Albero d’Oro un riferimento straordinariamente potente: un capolavoro unico al mondo, simbolo della nostra comunità, che diventa il cuore di un racconto nel quale musica, arte, oreficeria, liuteria e produzioni del territorio si incontrano e si valorizzano reciprocamente.
È proprio questo connubio tra l’altissima qualità della proposta musicale e l’unicità dei luoghi e del patrimonio lucignanese a rappresentare uno degli elementi più significativi del Festival.
La chiesa di San Francesco, il Museo e l’Albero d’Oro non sono semplicemente scenari degli appuntamenti, ma diventano parte integrante dell’esperienza culturale, invitando il pubblico a scoprire Lucignano attraverso linguaggi e suggestioni diverse.
A questa dimensione si aggiunge quest’anno un ulteriore elemento di grande valore: la masterclass con Daniel Schnyder e la presenza di giovani musicisti provenienti da tutto il mondo, che rafforzano la vocazione internazionale e formativa della manifestazione.
Il Lucignano Music Festival, grazie a Irene Abrigo, dimostra così come una proposta artistica di alto profilo possa dialogare con il patrimonio, generare conoscenza e diventare anche uno straordinario strumento di valorizzazione turistica del territorio.
È questa la direzione nella quale crediamo: una cultura capace di far vivere i nostri luoghi, raccontarne l’unicità e offrire nuove ragioni per conoscere, visitare e vivere Lucignano».

