Il comunicato del Presidente dell’Associazione A.C.B. Social Inclusion denota l’arroganza che comincia a manifestare la comunità islamica anche ad Arezzo.
L’amministrazione comunale ha diritto di chiedere ogni chiarimento a chi, in modo non trasparente, esercita un culto e pratica una religione che discrimina la donna e Viola il principio di parità formale e sostanziale tra uomo e donna previsto dalla costituzione.
Si ricorda alla comunità islamica che il principio di uguaglianza formale e sostanziale tra uomo e donna (di cui all’art. 3 costituzione) è precedente a quello della libertà religiosa di cui all’art. 8 e 19. In particolare in base all’articolo 8 le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.
Dunque sì, la religione islamica deve essere un sorvegliato speciale perché in Italia e anche ad Arezzo troppo spesso si vedono donne completamente velate e troppo spesso ci sono stati esempi di giovani donne in Italia uccise per non volersi sottoporre alle norme della Sharia che impongono il velo.
In Iran le donne muoiono per il diritto di non portare anche il solo velo sulla testa, non possiamo certo consentire che il velo sulla testa o peggio quello integrale, venga imposto in Italia e ad Arezzo.
Per impedire il velo integrale Fratelli d’Italia ha depositato una proposta di legge per vietare il velo integrale (burqa e niqab) nei luoghi pubblici aperti al pubblico scuole università, uffici e attività commerciali.
Chi pensa di esercitare la religione islamica in questo paese secondo le norme delle Sharia, se ne può anche andare.
La comunità islamica deve dare prova di non violare ad Arezzo i diritti delle donne: È ora di fare chiarezza e avere trasparenza ed invitare chi non intende rispettare la costituzione italiana a tornare al proprio paese.
Francesco Lucacci
Consigliere comunale di Fratelli d’Italia

