Spazi aperti per i giovani, nuovi festival internazionali di musica, danza, letteratura, l’istituzione del Comitato Vasariano di ricerca scientifica e valorizzazione del patrimonio artistico e storiografico legato a Giorgio Vasari, una rete toscana di eccellenze in campo della musica, il rilancio del Polifonico e il restyling della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, ripensata radicalmente per diventare un punto di riferimento vivo, flessibile e permeabile nel cuore del centro cittadino.
Sono solo alcuni dei punti presentati dalla ‘nuova’ Fondazione Guido d’Arezzo, ente a cui dal 2018 è affidato dal Comune di Arezzo la gestione delle attività e dei presidi culturali sul territorio, da qualche mese sotto la guida di Natalie Dentini, manager culturale e violinista, inserita dalla stampa tra le cinque donne leader nel mondo della classica in Italia (2025),
Un lungo percorso tra manifestazioni radicate nel territorio, grandi eventi di caratura internazionale, formazione, ricerca e sviluppo. Una nuova fondazione, più aperta e accessibile, che riserva un’attenzione particolare ai nuovi pubblici, a partire dai bambini, dalle famiglie e dalle scuole, per passare ai giovani e infine al pubblico estero.
Una proposta che guarda al futuro con chiarezza e modernità, come esemplificato dal nuovo logo, un segno nato dalla notazione gregoriana. I due punti della chiave di fa si fanno anche vessillo con due bandiere issate con l’intento di dichiarare una presenza, segnare un territorio e chiamare a raccolta.
La notazione musicale e l’insegna si fondono in un unico disegno, rappresentando l’identità sia come un atto pubblico sia come un punto di riferimento stabile. Sono due forme che si sostengono a vicenda, come due voci armonizzate sulla stessa nota. Sette colori per altrettante aree di intervento: rosso per la musica, verde per il teatro, petrolio per la danza, oro per l’arte, blu per la polifonia, prugna per la ricerca, rosa per la letteratura.
Il modello di governance condiviso tra il Comune di Arezzo, le fondazioni partner (Fondazione CR Firenze, Fondazione Toscana Spettacolo, Fondazione Arezzo in Tour, Fondazione Arezzo Comunità) e il Terzo Settore punta a dimostrare la capacità di Fondazione Guido d’Arezzo di attrarre risorse, ottimizzare i costi di produzione e creare un’alleanza strutturale tra le politiche culturali, scolastiche e dei servizi sociali. Un ecosistema di valore pubblico, in cui l’eccellenza dell’arte si converte in benessere per l’intera comunità, cittadina e oltre.
Altro punto chiave della proposta, l’attrazione di talenti e studenti internazionali, per fare di Arezzo un polo di attrazione per giovani maestri di coro, cantanti lirici e ricercatori provenienti da ogni continente, con il consolidamento del primato della città nella storia della musica (grazie al Centro Studi Guidoniani) e nelle arti visive (grazie al Centro Studi Vasariani).
E ancora: la sinergia con la produzione artistica e il territorio, alimentando direttamente il cartellone della stagione teatrale, del Polifonico e delle mostre museali con giovani professionisti formati e contenuti scientifici di altissimo livello curati all’interno dell’istituzione.
Dichiara Natalie Dentini, presidente di Fondazione Guido d’Arezzo e assessore alla cultura e alle politiche giovanili del Comune di Arezzo:
“Democratizzazione culturale e formazione attiva delle nuove generazioni e valorizzazione della rete istituzionale, ecco i concetti che stiamo perseguendo. Vogliamo attrarre un pubblico internazionale grazie all’eccellenza della proposta artistica e culturale, e parallelamente garantire ai cittadini un’offerta di alto livello durante tutto l’anno, in un centro storico valorizzato e fruibile con tanti appuntamenti.
Investiamo sulle nuove generazioni, offrendo opportunità pratiche e palcoscenici prestigiosi con centinaia di giovani e studenti del territorio. Sempre nell’ottica di coinvolgere i più giovani, tutti gli eventi della fondazione per i giovani under 35 sono ad ingresso gratuito o a prezzi super ridotti.
Organizziamo laboratori didattici, talk e masterclass, con percorsi pratici di avvicinamento alla musica e alle arti. Partecipazione, welfare culturale, sostegno, crescita delle associazioni della città, inclusione giovanile e coesione sociale sono parole chiave che mi stanno molto a cuore, secondo una filiera che va dalla scuola primaria all’alta formazione, alla ricerca scientifica”.
Aggiunge il sindaco Marcello Comanducci: “Arezzo ha un numero altissimo di associazioni culturali che lavorano ogni giorno. L’assessore Dentini è partita proprio da questo dato e ha aperto le stanze della fondazione a chi intende fruirne. Il prossimo step sarà dialogare con queste tante realtà che devono diventare parte integrante del progetto culturale cittadino”.
Il progetto “Ti porto a teatro” ad esempio costituisce una delle principali novità strutturali. Ideato per rimuovere gli ostacoli materiali alla partecipazione culturale (trasporto, costo del biglietto e rientro a casa/struttura), il programma interviene senza creare un’offerta parallela, ma inserendo i beneficiari direttamente all’interno della programmazione ordinaria della Fondazione.
Altri servizi sono quello Navetta con organizzazione di corse dedicate con mezzi accessibili dai luoghi di residenza/comunità ai teatri, con personale/volontari e rientro garantito; riserva di posti idonei per ciascun evento selezionato; copertura totale o parziale del noleggio bus per gli istituti scolastici delle frazioni e periferie che non possono raggiungere i teatri a piedi. Incontri preparatori prima degli spettacoli (in classe, in RSA o in comunità) e momenti di restituzione post-evento.
Fondazione Guido d’Arezzo affonda le proprie radici nella memoria storica e nell’identità culturale della città di Arezzo, luogo in cui, circa un millennio fa, il monaco benedettino Guido D’Arezzo codificò la notazione musicale sul rigo e la solmisazione. Trasformando l’arte dei suoni in un linguaggio scritto e universale, Guido d’Arezzo rese la musica una materia accessibile, condivisibile e tramandabile oltre i confini temporali e geografici.

