La sospensione dell’attività dell’impianto fino al completo rispetto delle prescrizioni impartite e un intervento urgente per la bonifica dell’area interessata dall’incendio.
Sono le richieste avanzate da ARPAT agli enti competenti dopo il sopralluogo effettuato nello stabilimento di gestione rifiuti di via Aretina, a Monte San Savino, dove il 21 luglio scorso un rogo ha interessato un capannone destinato allo stoccaggio di carta e alluminio.
L’intervento del Dipartimento ARPAT di Arezzo è scattato su attivazione della Sala operativa della Protezione Civile della Città Metropolitana di Firenze.
Al momento dell’arrivo dei tecnici, l’incendio era già stato domato dai Vigili del Fuoco, ma le verifiche hanno evidenziato ingenti danni alla copertura del capannone, realizzata in cemento-amianto (eternit).
Circa metà della struttura era stata distrutta dalle fiamme, con frammenti dispersi sia all’interno dell’impianto sia nelle aree circostanti, fino a un terreno agricolo adiacente.
Nell’immediatezza del sopralluogo, ARPAT ha richiesto all’azienda di mettere in sicurezza il sito con la massima urgenza, procedendo alla raccolta dei rifiuti combusti e dei frammenti di cemento-amianto e adottando tutte le misure necessarie per evitare la dispersione di eventuali fibre.
La società dovrà inoltre provvedere alla caratterizzazione dei materiali prodotti dall’incendio e al loro corretto smaltimento, trasmettendo successivamente la documentazione relativa agli interventi eseguiti.
Nella relazione inviata agli enti competenti, l’Agenzia ha ribadito la necessità di completare rapidamente la messa in sicurezza dell’area, rimuovendo tutti i materiali contenenti amianto dispersi e verificando, attraverso specifiche analisi di laboratorio, l’eventuale presenza di fibre nel terreno.
Alla società è stato inoltre richiesto di presentare un cronoprogramma dettagliato delle operazioni e di attivare tutti gli adempimenti previsti dalla normativa in materia di potenziale contaminazione ambientale e gestione dell’amianto.
A tutela dell’ambiente e della salute pubblica, ARPAT ha infine proposto agli enti competenti la sospensione dell’attività dell’impianto fino all’ottemperanza di tutte le prescrizioni impartite.

