L’ennesima aggressione internazionale dell’accoppiata Israele-USA è iniziata. Stamattina bombardate diverse città iraniane.
Tra gli obiettivi, sono state prese di mira le abitazioni private di Masoud Pezeshkian, Presidente della Repubblica Islamica dell’Iran e della Guida Suprema Ali Khamenei. Ignoto l’esito.
Come ha detto, con usuale precisione, il portavoce del governo cinese, gli USA sono oggi il più grande destabilizzatore mondiale.
Se oltre a sagge parole la Cina sia stata in grado di offrire di più lo vedremo.
Una volta di più le trattative si sono dimostrate una sceneggiata, utile a prender tempo per organizzare l’attacco.
Nella migliore tradizione della propria civiltà, gli USA stanno cercando di convincere il popolo iraniano che pagare loro il pizzo è proprio necessario, se vogliono ricevere protezione.
Altrimenti gli può andare a fuoco il negozio o capitare un missile tra capo e collo, vai a sapere.
Visto che in questi giorni si sbamba un sacco di pedagogia e scuola, aggiungo una nota pedagogica.
L’educazione morale non si fa con lezioncine sussiegose a scapito delle lezioni curriculari.
L’educazione morale si fa con gli esempi, soprattutto con quelli che non hanno alcuna intenzione esplicitamente educativa.
Ecco, se gli esempi di civiltà che le nostre istituzioni difendono, se gli alleati cui ci prosterniamo, sono rappresentati da due bulli nucleari che tengono il mondo sotto ricatto e massacrano indiscriminatamente chi si oppone, quanto pensate sia plausibile far passare un po’ di decenza morale?
Quanto pensate contino gli spiegoni in classe sul “rispetto della diversità”, sul “dialogo”, sul “valore della cultura”, sul “rigetto della violenza”, ecc. ecc.
La lezione che le classi dirigenti occidentali stanno dando costantemente al mondo intero, ma in primis ai propri cittadini, è riassumibile in due principi:
1) Le parole, le “ragioni ufficiali” sono sempre menzogne strumentali, propaganda, dissimulazione, ipocrisia, pubblicità.
2) L’unica variabile relazionale che conta è la forza, specificamente la disponibilità ad usare senza remore ogni livello di violenza ritenuta utile.
Come sempre nella storia, prima o poi verrete (verremo) trattati secondo lo stesso metro, e questa volta sarete (saremo) dall’altra parte della canna di un obice.
Andrea Zhok

