Questa mattina, Forza Italia Arezzo ha annunciato un calendario di iniziative per la campagna referendaria di Forza Italia a favore del Sì al referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, in programma il 22 e 23 marzo.
Le iniziative di Forza Italia si svolgeranno a Cortona, Montevarchi, Sansepolcro e altri comuni più piccoli della provincia, culminando in una manifestazione conclusiva ad Arezzo nei primi giorni di Marzo.
Sarà Teodoro Manfreda, Vicesegretario Provinciale del partito, a coordinare le attività per la campagna referendaria provinciale di Forza Italia a favore del Sì al referendum
Presenteremo nei prossimi giorni il nostro calendario delle iniziative di Forza Italia in tutta la provincia di Arezzo- afferma Teodoro Manfreda- per coinvolgere quante più persone possibile nella partecipazione e per garantire una completezza di informazione.
Sarà un impegno molto importante che interesserà tante realtà della nostra provincia- continua Teodoro Manfreda-
Forza Italia Arezzo lancia la campagna per il Sì al referendum sulla giustizia così come avvenuto a livello nazionale con le grandi manifestazioni organizzate da Forza Italia a Roma e Milano
Lo sforzo territoriale sarà quello di mobilitare l’attenzione di tutti i cittadini,fornendo la necessaria informazione circa il fatto che il 22 e 23 marzo si voterà per il referendum e spiegando bene le ragioni del SI.
Il quesito referendario promuove, tra le altre cose, la separazione delle carriere e l’istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura con l’abolizione delle correnti.
“La riforma della giustizia, proprio perché tocca il cittadino nella sua identità e nella sua libertà, era per Silvio Berlusconi, e lo è oggi anche per noi, la riforma delle riforme”- specifica Manfreda-.
Il referendum chiamerà i cittadini il 22 e 23 marzo a esprimersi su una riforma costituzionale che incide sull’organizzazione della magistratura, introducendo la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri.
Per Forza Italia, votare Sì rappresenta una conquista civile e di civiltà giuridica.
Riteniamo convintamente che la distinzione dei ruoli, l’imparzialità percepibile ed effettiva del giudice e la chiarezza delle funzioni siano principi assolutamente necessari.
E al di là delle accuse strumentali mosse da chi si dice contrario a questo referendum, siamo convinti che questa riforma possa garantire maggiormente l’indipendenza della magistratura nei confronti di ogni altro potere, assicurando l’autonomia piena del giudice.
A nostro parere,questa riforma gioverà anche all’efficienza del sistema e ai tempi di celebrazione dei processi.
Nel dibattito aperto sui quesiti referendari auspichiamo che i sostenitori del No rifiutino la facile postura del dileggio politico che sfugge a un vero confronto dialettico, che vorremmo invece improntato, senza pregiudizi o steccati ideologici, all’analisi del merito della riforma.
La politicizzazione del confronto referendario rischierebbe di snaturare la sua reale, obiettiva importanza.
Tra i tanti che sostengono la separazione, citiamo Augusto Barbera, insigne giurista, ex presidente della Corte Costituzionale ed ex parlamentare del Pci e Pds, e Francesca Scopelliti, compagna di Enzo Tortora, testimone diretta dell’indimenticato giornalista, vittima incolpevole della giustizia.
Perché votare Sì?
Perché rafforza l’indipendenza e l’autonomia della magistratura;
Perché migliora la gestione della giustizia e la fiducia dei cittadini;
Perché introduce trasparenza e responsabilità nella gestione delle carriere con l’istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri;
Perché assicura la terzietà del giudice, dando completezza alla riforma Vassalli con la separazione delle carriere;
Perché impedisce la pratica correntizia all’interno del Consiglio Superiore della Magistratura, eleggendo con il sistema del sorteggio i suoi componenti.
La separazione delle carriere dei pubblici ministeri da quelle dei giudici è necessaria, ed è essenziale ricordare ai cittadini che la carriera unica era nata in altri tempi, decenni fa, per governare il rito inquisitorio, nel quale il Pm e il giudice cooperavano al comune obiettivo di trasformare l’imputato da presunto colpevole in condannato.
All’opposto, con il via libera alla riforma, la separazione delle carriere edificherà il processo sui diritti fondamentali dell’accusato, nella presunzione d’innocenza e forte della regola di giudizio dell’“in dubio pro reo”, nel segno dell’imparzialità.
Riteniamo che con la riforma costituzionale che deriverà dal referendum, potremo onorare l’articolo 111 della Costituzione italiana, che sancisce il principio del giusto processo, stabilendo che ogni procedimento si svolga nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a un giudice terzo e imparziale, e garantendo la ragionevole durata del processo.
E affinché ciò possa realizzarsi, è indispensabile che il giudice sia collocato in uno statuto ordinamentale distinto da quello del magistrato dell’accusa.
L’ appello di Forza Italia Arezzo,rivolto a tutti i cittadini della provincia, è quello di aderire ai Comitati referendari a favore del Sì e di partecipare alla campagna referendaria per costruire un sistema giudiziario più efficiente e giusto.

