Fondazione Guido d’Arezzo attende il nuovo Direttore

La Fondazione Guido d’Arezzo si trova davanti a un bivio decisivo, in un clima di profonda incertezza politica e gestionale.

Mentre si attende l’insediamento del nuovo direttore, emerge un quadro di “delirio amministrativo” che rischia di compromettere il futuro dell’ente culturale più importante della città. un appuntamento a cui la Fondazione arriva impreparata e nel caos più totale.

Il nodo centrale è la scadenza improrogabile di oggi: l’ultimo giorno utile per la revisione e l’adeguamento dello Statuto.

Senza questa modifica formale, necessaria per conformarsi alle nuove regole del Codice del Terzo Settore, la Fondazione non potrà completare la regolarizzazione nel RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore). Un appuntamento a cui la Fondazione arriva impreparata e nel caos più totale.

La responsabilità politica della Giunta
Il dito è puntato direttamente contro il Sindaco nonché presidente della fondazione,è inaccettabile che l’Amministrazione Comunale, socio fondatore e principale finanziatore e il CDA, non abbiano vigilato sulla cronologia di questi adempimenti vitali.

La Giunta ha il dovere di indirizzo e controllo, ma ha permesso che si arrivasse all’ultimo giorno utile in una condizione di delirio amministrativo.

L’adeguamento statutario non è una mera formalità burocratica, ma il presupposto essenziale per la sopravvivenza economica dell’ente. Il rischio concreto è il seguente:

Perdita dello status di ONLUS:

La Fondazione non gode più delle agevolazioni fiscali collegate alla vecchia normativa. Senza il passaggio al RUNTS, l’ente si troverebbe in un limbo giuridico, perdendo i benefici su imposte e bolli.

L’adeguamento statutario e l’iscrizione al RUNTS non sono solo requisiti fiscali, ma costituiscono ormai il “passaporto” indispensabile per accedere ai finanziamenti del Ministero della Cultura.

Senza una forma giuridica aggiornata e trasparente secondo le nuove norme del Terzo Settore, la Fondazione Guido d’Arezzo rischia l’esclusione dai bandi nazionali e dai contributi del FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo).

Il nuovo direttore si troverà dunque a gestire una “patata bollente” amministrativa, tra nuove regole burocratiche complesse e una struttura che l’opposizione e i sindacati definiscono in preda alla confusione gestionale. 

“Ci chiediamo se la Fondazione sia davvero pronta a questo salto o se l’inerzia di questi mesi abbia compromesso la possibilità di usufruire delle agevolazioni spettanti agli enti del Terzo Settore”.

Arezzo2020 e AVS

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