La diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro è in lutto per la morte dell’arcivescovo-vescovo emerito Riccardo Fontana che, munito del conforto dei sacramenti, è stato chiamato al Padre alle prime luci del mattino di oggi, lunedì 9 febbraio 2026.
L’Arcivescovo, che aveva compiuto 79 anni lo scorso 20 gennaio e che ha guidato la diocesi toscana per tredici anni, dal settembre del 2009 al novembre del 2022, da qualche settimana era di nuovo ricoverato presso l’ospedale San Donato di Arezzo dopo che le sue condizioni, già assai precarie a causa dei seri problemi di salute che lo avevano colpito nel mese di ottobre e che lo avevano costretto a una prima, lunga degenza presso quella stessa struttura, hanno subito un ulteriore aggravamento.
Nel corso di questi mesi di infermità, l’arcivescovo Riccardo è stato circondato dall’affetto e dall’assistenza dei familiari e di alcuni sacerdoti, diaconi e amici, ed è stato costantemente accompagnato dalla preghiera e dalla vicinanza spirituale dal vescovo Andrea Migliavacca, dal clero e dai diaconi della diocesi che non hanno mancato di far sentire all’anziano pastore l’affetto e la comunione di tutta la chiesa diocesana.
Nel giorno dell’Epifania, il 6 gennaio scorso, nella cappella dell’Istituto di Agazzi era stato anche possibile celebrare, insieme al Vescovo, ai suoi familiari e a un piccolo gruppo di sacerdoti, diaconi e laici, il trentesimo anniversario della sua consacrazione episcopale nel corso di una commossa celebrazione eucaristica, al termine della quale l’arcivescovo, salutando i presenti, aveva voluto esprimere la sua gratitudine a Dio per il dono del sacerdozio.
Nel dare la notizia della morte del predecessore, il vescovo Andrea Migliavacca, dopo aver espresso sincera gratitudine ai medici e al personale infermieristico e sanitario dell’ospedale di Arezzo, come pure a quelli dell’Istituto di Agazzi, per le cure prestate e l’attenzione riservata a monsignor Fontana in questi lunghi e difficili mesi di malattia, ha invitato la Chiesa diocesana a fare memoria grata dell’Arcivescovo e a pregare Dio Padre, perché nella sua misericordia accolga il Suo servo Riccardo a contemplare la gloria del Suo volto.
«Avremo modo di commemorare l’arcivescovo Fontana: intanto, vogliamo ringraziare il Signore per la sua vita, spesa con zelo apostolico e senza risparmiarsi a servizio della Chiesa, prima quella universale e poi, negli ultimi trent’anni, nelle diocesi di Spoleto-Norcia e di Arezzo-Cortona-Sansepolcro», ha dichiarato monsignor Migliavacca, che ha anche ricordato come l’Arcivescovo emerito «abbia affrontato con docilità, fiducia e affidamento totale al Signore anche il dolore e la prova di questi ultimi mesi della sua vita terrena».
Dal tardo pomeriggio di oggi, le spoglie dell’arcivescovo saranno esposte per l’omaggio dei fedeli nella basilica di San Domenico in Arezzo;
mercoledì 11 febbraio, alla sera, il feretro raggiungerà la Cattedrale, dove alle ore 21 si terrà una veglia di preghiera; il funerale sarà celebrato il giorno successivo, giovedì 12 febbraio, alle ore 15.30.
Monsignor Fontana sarà sepolto, secondo le sue volontà, nel sepolcreto dei vescovi e dei canonici aretini, nella cappella della Madonna del Conforto.
NOTE BIOGRAFICHE
Riccardo Fontana è nato a Forte dei Marmi il 20 gennaio 1947; dopo una significativa esperienza nell’Azione Cattolica, a diciotto anni è entrato nel seminario dell’arcidiocesi di Pisa e poi è stato inviato a Roma, come alunno del Collegio Capranica;
conseguita la Licenza in Teologia presso l’Università Gregoriana è stato mandato in parrocchia per completare, con il servizio pastorale, la preparazione al sacerdozio. Il 2 luglio 1972 è stato ordinato presbitero a Pisa.
Il suo servizio sacerdotale si è avviato nella parrocchia del Preziosissimo Sangue a Roma, come vicario cooperatore incaricato della pastorale giovanile.
Presso la Pontificia Università Lateranense ha completato la formazione giuridica già ricevuta presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma – La Sapienza.
Chiamato nel Servizio Diplomatico della Santa Sede, è stato inviato come Addetto e poi Segretario della Nunziatura Apostolica in Indonesia;
nel 1981, è rientrato a Roma, presso il Consiglio per gli affari pubblici della Chiesa e, in quella veste, ha collaborato nella segreteria dell’allora arcivescovo Achille Silvestrini;
successivamente, è divenuto responsabile in Segreteria di Stato per l’area del Sud-Est Asiatico, l’Australia e l’Oceania.
Intanto, presso l’opera Regina Apostolorum, nella diocesi di Roma, è stato incaricato della catechesi ai giovani professionisti; in seguito, è divenuto assistente ecclesiastico del gruppo “Pro-Sanctitate” e della “Famiglia Gesù-Maria”, tra gli ex-alunni, i docenti e i genitori dell’omonima scuola romana, esercitando, nel frattempo, il ministero di cappellano presso le Suore Piccole Ancelle di Cristo Re, nella residenza per Anziani alla Madonna del Riposo.
Nominato Rettore della chiesa di S. Barbara dei Librari, in Roma, l’ha riaperta al culto, dopo oltre un secolo di non utilizzo, dando vita, assieme a un gruppo di laici, alla “Comunità di S. Barbara” per la pastorale giovanile, la catechesi degli adulti, l’animazione del volontariato alla carità e la formazione della Comunità Cristiana;
inoltre, ha ricoperto per un quadriennio l’incarico di Assistente ecclesiastico regionale del Lazio per gli Scout dell’AGESCI.
Infine, per quattro anni è stato capo della segreteria del cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato di san Giovanni Paolo II.
Il 16 dicembre 1995 viene eletto Arcivescovo di Spoleto-Norcia e consacrato Vescovo il 6 gennaio 1996 nella basilica di San Pietro dal papa san Giovanni Paolo II. Il 13 gennaio fa il suo ingresso nella diocesi umbra dove è rimasto sino al 2009.
Il suo episcopato, significativamente contrassegnato dal motto latino Non recuso laborem (non mi sottraggo alla fatica) attribuito a san Martino di Tours, è molto intenso ed è messo subito alla prova dal gravissimo sisma che interessò l’Umbria e le Marche e colpì seriamente anche il territorio dell’arcidiocesi.
Nel 2002 ha avviato il primo sinodo dell’arcidiocesi spoletana-nursina, che si conclude nel 2005, dando nuovo impulso alle opere di carità; in quella diocesi ha riformato la catechesi di iniziazione cristiana e la Scuola diocesana di Teologia diviene preliminare alla promozione dei ministeri laicali e all’ordinazione dei diaconi permanenti. Infine, ha riattivato gli oratori e riaperto, dopo venticinque anni, il seminario diocesano.
Il 16 luglio 2009 Papa Benedetto XVI lo ha nominato vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, il quinto dalla sua costituzione nel 1986, della quale ha preso possesso il successivo 13 settembre, succedendo al vescovo Gualtiero Bassetti, destinato a guidare l’arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve.
Anche nella Diocesi toscana l’arcivescovo Riccardo ha portato la passione e l’entusiasmo che hanno caratterizzato il suo ministero in terra umbra:
nei suoi tredici anni di episcopato, idealmente inaugurati con un grande convegno sulla enciclica di papa Benedetto XVI, Caritas in veritate nel dicembre del 2009, egli si è fatto promotore di innumerevoli iniziative sia sul versante spirituale, sia sul terreno sociale e culturale.
Nei primi anni ad Arezzo-Cortona-Sansepolcro ha siglato un gemellaggio tra la Diocesi e il patriarcato latino di Gerusalemme, nell’ambito del quale sono state promosse iniziative di carità a sostegno dei cristiani di Terra Santa, e che ha segnato l’avvio delle celebrazioni per il millenario della fondazione della Cattedrale e della città di Sansepolcro:
la vicinanza con le Chiese di Gerusalemme e di Terra Santa gli sono valse la nomina all’Assemblea speciale per il Medio Oriente del Sinodo del Vescovi, che è celebrato nell’ottobre del 2010.
Il 13 maggio 2012 ha accolto papa Benedetto XVI in vista pastorale ad Arezzo e a Sansepolcro; in quell’occasione ha presentato al Pontefice l’adeguamento liturgico del presbiterio della Cattedrale di Arezzo, impreziosito dalle opere scultoree dell’artista Giuliano Vangi.
Un’attenzione, quella della valorizzazione della Cattedrale, che è proseguita anche negli anni successivi con numerosi interventi, dal restauro delle volte nella Cappella della Madonna del Conforto a quello del Cenotafio del Tarlati, dalla riapertura degli “oculi” alla realizzazione della porta d’ingresso in vetro, fino alla migliore illuminazione notturna esterna e all’installazione di un nuovo organo:
interventi che hanno inteso conciliare una maggiore funzionalità dell’edificio con la valorizzazione dei tesori del territorio e delle grandi figure della storia della Chiesa, a partire dalle figure di san Donato e del beato Gregorio X.
Va letto in questa direzione anche l’ampliamento e potenziamento del museo diocesano. Innumerevoli, negli anni, gli interventi di recupero e restauro di chiese, a cominciare dalla riapertura al culto della collegiata di Castiglion Fiorentino, con la ricollocazione del Crocifisso ligneo del XIII secolo.
Il suo ministero in terra aretina-cortonese-biturgense si è caratterizzato, poi, per una forte attenzione ai più poveri e alla carità, espressa, in particolare, nel rinnovo dei servizi della Caritas diocesana, con l’inaugurazione dalla nuova sede, la promozione di raccolte straordinarie, l’offerta di accoglienza a quanti scappano da guerre e calamità naturali e di alloggi per chi è in difficoltà abitative.
Al centro, costantemente, l’impegno per il bene comune, favorendo la collaborazione tra le parti e alternando impegno intellettuale sulle sfide poste dalla società contemporanea a iniziative concrete, in particolare per dare fiducia e speranza alle famiglie e ai giovani.
Quello dei giovani è stato, del resto, uno dei suoi fronti di impegno, a partire dalla formazione:
su questa linea ha dato impulso agli oratori e favorito la nascita, presso San Michele in Arezzo, di un centro giovanile;
ha dato slancio al Seminario e benedetto la rinascita della Fuci, alimentando un dialogo costante con il mondo della cultura e puntando sulla formazione delle coscienze, per comprendere che non si è cristiani se non si è liberi, significativi e forti.
In questa direzione si sono rivolti l’avvio in Diocesi del progetto “Policoro”, il moltiplicarsi di iniziative volte a rafforzare il rapporto tra città, giovani e Università, l’avvio di una Scuola di partecipazione politica e il rilancio dell’Istituto superiore di scienze religiose.
Infaticabile anche l’impegno e la passione profusi per le comunicazioni sociali, proseguendo con convinzione nel percorso di crescita del Polo unico delle comunicazioni della Diocesi e consolidando l’emittente diocesana Telesandomenico, in sinergia con il settimanale diocesano Toscana Oggi.
Nel 2016, terminata la visita pastorale della Diocesi, ha indetto il sinodo diocesano, che si è concluso nel mese di febbraio 2019, e ne ha avviato la successiva fase di attuazione.
Il 15 settembre 2022 papa Francesco ha accolto la sua rinuncia, presentata per raggiunti limiti di età, al governo pastorale della diocesi, rimanendone amministratore apostolico sino all’ingresso del vescovo Andrea, il 27 novembre seguente.
Da vescovo emerito ha scelto di trascorrere gli anni del riposo ad Arezzo, continuando a partecipare alla vita della Diocesi e dedicandosi al servizio liturgico nella Cattedrale e nella parrocchia di San Domenico

