DSP: scuola, spopolamento e commissariamento dei territori

“Il commissariamento della Toscana e di altre Regioni sul dimensionamento scolastico
non è un fatto tecnico, ma l’ennesimo tassello di una strategia che da anni sta svuotando
l’Italia reale.

Meno scuole, meno trasporti, meno presìdi sanitari: nei territori interni e periferici restano
soltanto gli anziani, mentre famiglie e giovani sono costretti a spostarsi verso le aree
metropolitane, dove si vive peggio, si spende di più e si perde qualità della vita.

La scuola non è solo un servizio: è identità, comunità, futuro. Toglierla significa
accelerare lo spopolamento, cancellare la presenza dello Stato nei piccoli centri,
condannare intere aree del Paese all’abbandono.

Democrazia Sovrana e Popolare denuncia con forza la responsabilità sia della Regione
Toscana sia del Governo nazionale.

Questa riforma nasce dal precedente esecutivo ed è stata portata avanti senza esitazioni
anche da quello attuale: due facce della stessa medaglia del sistema.

Cambiano i colori
politici, ma la logica resta identica: obbedire ai vincoli del PNRR e dell’Unione Europea
sacrificando territori, comunità e diritti fondamentali.

È inaccettabile che manchino risorse per mantenere aperte le scuole nei piccoli comuni,
per garantire trasporti dignitosi e una sanità di prossimità, mentre si trovano con estrema
facilità miliardi per il riarmo, per l’aumento della spesa militare e per una corsa agli
armamenti che nulla ha a che fare con la sicurezza reale dei cittadini.

Si taglia sul futuro dei nostri figli e si investe sulla guerra: questa è la vera priorità del
sistema.

DSP – TOSCANA
La politica dovrebbe governare i processi, non subirli. Invece assistiamo a un rimpallo di
responsabilità mentre i cittadini pagano il prezzo più alto.
Noi diciamo con chiarezza:

senza scuole non c’è futuro;
senza servizi non c’è permanenza;
senza comunità vive non c’è Nazione.
Difendere i territori significa difendere l’Italia.

Democrazia Sovrana e Popolare si oppone a questo modello che concentra tutto nelle
metropoli e desertifica il resto del Paese.

Serve una scelta radicalmente diversa: riportare lo Stato nei territori, investire nelle aree interne, garantire scuola, sanità e trasporti come diritti, non come costi da tagliare.
Solo così si ferma lo spopolamento.

Solo così si ricostruisce una comunità nazionale viva e sovrana.”
Chiosano il Coordinatore Regionale Andrea Romiti, la vicecoordinatrice regionale
Milena Freni e il Dirigente Nazionale Antonelo Cresti.

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