Circa un mese fa sembrava tutto pronto: doposcuola in arrivo a Manciano, famiglie più leggere, scuola più lunga, servizi finalmente al passo coi tempi. Una di quelle notizie che fanno dire: “Ok, si va nella direzione giusta”.
Era già tutto deciso: partenza a marzo, affidamento diretto a una cooperativa, macchina organizzativa in moto. Insomma, non un’idea buttata lì, ma qualcosa che sembrava già in pista.
Noi ponemmo subito una domanda: perché solo Manciano? Nel comune ci sono anche le scuole di Montecchio, il Capoluogo e S. Cristina (che ancora esiste). Se si parte, si parte per tutti. Altrimenti il rischio è sempre quello: creare scuole (e famiglie) di serie A e di serie B.
E oggi? Sparito tutto.
Scopriamo che, a quanto viene detto, non c’era niente di concreto. Anzi: quelle cose non sarebbero mai state dette e si rinvia tutto a settembre.
Ma davvero è stato tutto un equivoco?
Facciamo allora un rapido rewind.
1° ottobre 2025 – Conferenza di zona: nei verbali si legge che l’assessore Franceschini propone per la scuola di Manciano il passaggio al tempo pieno, su richiesta delle famiglie. Tradotto: il bisogno c’era ed era stato intercettato.
Gennaio-febbraio 2026: il tempo pieno sparisce dai radar. Al suo posto compare il doposcuola. Non una chiacchiera da corridoio, ma un’idea ripetuta in più riunioni, nero su bianco nei verbali.
Si muove anche l’ufficio scuola: contatti con una cooperativa di Monte San Savino, addirittura un sopralluogo per capire come organizzare il servizio.
Marzo arriva e non si fa niente. Anzi, peggio, tutto liquidato come “fraintendimento”. Come a dire: «Abbiamo scherzato».
Ma che è successo? Qualche idea ce la siamo fatta.
L’assessore è partito con tanto entusiasmo ma si è dimenticata di dirlo a chi di dovere. Risultato? In giunta qualcuno è caduto dalle nuvole.
E, a quanto si racconta, non sono mancate discussioni infuocate. Si parla anche di telefoni bollenti tra scuola e Comune. Insomma, clima parecchio surriscaldato.
Alla fine qualcuno ha tirato il freno a mano lasciando la patata bollente nelle mani dell’assessore che ora smentisce tutto e rinvia a settembre, magari sperando in un raffreddamento.
Fine della storia?
No. Perché il punto resta.
Ancora una volta si annuncia prima di aver deciso davvero. Si parte senza avere chiaro l’arrivo. E quando emergono le difficoltà, si fa retromarcia.
Il risultato è quello che vediamo: confusione, ritrattazioni, e verbali che raccontano una storia diversa.
E intanto il tema vero resta irrisolto. Perché il doposcuola non è un lusso, è un servizio fondamentale. Per le famiglie, per i ragazzi, per tutta la comunità.
Gruppo consiliare Rinascimento Castiglionese

