Dal FAl alla realtà: studiare al Pionta tra storia e futuro
Arezzo ha un cuore verde sospeso tra la ferrovia e l’ospedale: il Pionta.
Un luogo che in passato è stato spazio di cura e isolamento, e che oggi è diventato un campus universitario.
Sabato 21 e domenica 22 marzo questo spazio è tornato protagonista grazie alle Giornate FAl di primavera, promosse dal Fondo per l’ambiente italiano.
Il ruolo del FAl
La fondazione ha il merito di offrire uno sguardo diverso a questi luoghi quotidiani.
Durante quel weekend, grazie ai volontari e agli “apprendisti ciceroni” – studenti che per due giorni diventano guide del proprio territorio -, i cancelli del campus si sono aperti per trastormare un semplice luogo di passaggio in una meta di valore storico.
Dalle tracce dell’antica cattedrale ai padiglioni dell’ex ospedale psichiatrico, centinaia di persone hanno visitato il Pionta, dimostrando il desiderio della città di riscoprire la propria storia.
Per un fine settimana il Pionta ha smesso di essere soltanto “una periferia universitaria” per tornare ad essere un punto di ritrovo per i cittadini.
Lo sguardo di uno studente.
Io studio a Firenze, ma qualche volta mi capita di preparare gli esami nella biblioteca di Arezzo.
E proprio li emerge una riflessione: negli stessi spazi in cui un tempo, tra le mura dell’ospedale, veniva tolta la parola alle persone, oggi noi studenti impariamo a comunicare, educare e progettare il futuro.
E nel futuro ?
Le giornate FAl ci lasciano una domanda: è possibile trasformare questo entusiasmo in una realtà quotidiana ?
Un entusiasmo che possa trasformarsi anche nella voglia di avere un campus più vivo, con più iniziative, maggiori occasioni di incontro tra studenti ed una migliore illuminazione degli spazi, soprattutto di sera.
Tutto questo potrebbe contribuire a rafforzare il senso di comunità e sicurezza.
Di Vanessa Polverini


