Cortona, è stabile l’andamento demografico alla fine del 2025

Alla fine del 2025 la popolazione residente a Cortona si è attestata a 20.815 persone con una flessione lieve, di circa l’1%, rispetto ai dati dell’anno precedente.

Il servizio statistico dell’Amministrazione comunale fotografa una realtà in cui si registra una sostanziale stabilità della comunità straniera (inferiore al 10% del totale) in linea con quella del 2024.

Analogo, rispetto alla media nazionale, il rapporto fra nuovi nati e decessi (circa 1 a 3) con un segnale incoraggiante riguardo i dati delle nascite che registrano un incremento rispetto al 2024 e quello delle morti che è in calo rispetto all’anno precedente.

Nelle fasce d’età, la popolazione maggiore è quella fra 41 e 60 anni (6.097), seguita da quella fra 61 e 80 anni (5.874). Gli ultra 80enni sono 1.770 e 5 sono gli ultracentenari. Nella fascia 0-20 sono 3.158 i residenti, mentre in quella 21-40 sono 3.916.

Riguardo alla diffusione della popolazione residente sul territorio, sulla base delle aree circoscrizionali: Camucia resta la più popolosa (6.932); seguita da Terontola (4.203);

quindi l’area della Valdichiana Ovest, ovvero intorno a frazioni come Pietraia, Montecchio, Farneta San Lorenzo e Chianacce (2.310); Cortona (1.983);

l’area Valdichiana nord, quindi le frazioni di Creti, Fratta e Fratticciola (1.654), la Val d’Esse, ovvero le zone di Pergo e Montalla (1.441), la Val di Loreto (1.076), la Val di Pierle (692) e la Montagna cortonese (524).

«La sfida dei territori in un periodo di calo demografico è quella di puntare sulla qualità della vita offerta a chi decide restare o di venirci ad abitare – dichiara il sindaco di Cortona, Luciano Meoni – è per questo che la nostra amministrazione chiede il miglioramento dei servizi pubblici, penso alla sanità in primi, ma anche a settori quali acqua, energia e telecomunicazioni, dove stiamo investendo con le società pubbliche per l’estensione delle reti.

Senza parlare del piano di manutenzioni che ci permette di migliorare le reti di mobilità e la capacità di attrarre investimenti per infrastrutture strategiche.

Gli enti locali devono essere in grado di erogare servizi quanto più accessibili ed è fondamentale l’attenzione soprattutto verso le politiche per l’infanzia».

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