Nuovo appuntamento del ciclo di conferenze sulle famiglie signorili del territorio aretino nel medio evo, organizzato dalla SocietĂ storica con il patrocinio del Comune di Arezzo.
Martedì 25 novembre, alle ore 17,30, all’Auditorium Ducci di via Cesalpino, Gian Paolo Scharf parlerà degli Ubertini, per secoli fra i protagonisti della vita politica e religiosa aretina.
Curato da Luca Berti e dallo stesso Scharf, il ciclo di conferenze della SocietĂ storica si propone di fare un ritratto di quello che fu per secoli il ceto dirigente aretino e di delineare la storia di alcuni fra i piĂ¹ importanti gruppi agnatizi del nostro territorio, i loro rapporti con i soggetti politici sovra e sotto-ordinati ed in particolare con il Comune cittadino, il loro radicamento territoriale, le divisioni ed i conflitti di questa aristocrazia militare.
Gli Ubertini sono una famiglia celebre soprattutto per alcuni dei personaggi che la composero, anche se manca una visione d’insieme.
Di origine non accertata, appaiono inizialmente radicati in due zone del contado aretino, nell’alto Valdarno, a cavallo del confine diocesano fra Arezzo e Fiesole, e nel medio Casentino, a sud di Bibbiena.
Fin dagli inizi la famiglia dimostrĂ² una spiccata propensione a sviluppare una signoria estesa a molti castelli ed incentrata su alcuni punti forti.
L’inurbamento fu precoce, ma l’impegno per il potere piĂ¹ che nella vita civile si indirizzĂ² verso la Chiesa diocesana, come prova il successo ottenuto dal vescovo Guglielmino.
Se per tutta la prima fase della loro storia in cittĂ gli Ubertini sembrarono subalterni ai Tarlati, a causa della comune militanza ghibellina, in seguito proprio l’impegno nella Chiesa mise in contrasto le due famiglie e ciĂ² contribuì a far passare alla storia gli Ubertini come avversari irriducibili della potente famiglia pietramalese, cosa non del tutto vera.
La frammentazione del lignaggio in piĂ¹ rami, tutti colla loro piccola dotazione castrale, ne accentuĂ² la debolezza, ma al tempo stesso permise la sopravvivenza fino all’etĂ moderna della piccola signoria casentinese di Chitignano.
Nato a Bergamo nel 1968 e laureato in Storia medievale presso l’Università di Milano, Gian Paolo Scharf ha conseguito il dottorato in Storia urbana e rurale nel 2002 presso l’Università di Perugia.
Dal 1994 fa ricerca in vari settori della storia medievale, con particolare preferenza per la storia istituzionale del basso medioevo. Ha compiuto studi su aspetti della Toscana, l’Umbria, le Marche, la Romagna, la Lombardia e il Piemonte.
Ha al suo attivo oltre un centinaio di pubblicazioni, fra le quali spiccano cinque monografie e un libro di fonti, oltre ad alcune curatele di volumi miscellanei.
Dal 2019 svolge il ruolo di bibliotecario presso l’Università di Bergamo, dopo aver collaborato stabilmente con l’Università dell’Insubria di Varese con la qualifica di tecnico scientifico.
Il ciclo di conferenze della Società storica si concluderà all’Auditorium Ducci il 2 dicembre, quando Luca Berti parlerà della sorte del ceto nobiliare e magnatizio sullo scorcio del medio evo attraverso le vicende del Comune cittadino.
L’ingresso agli incontri della Società storica è libero e gratuito.

