Conferenza di Ferdinando Abbri su Andrea Cesalpino

“medico, botanico e filosofo”

Con una conferenza di Ferdinando Abbri su Andrea Cesalpino “medico, botanico e filosofo” (1524/25 – 1603) prende avvio il nuovo ciclo organizzato dalla Società storica aretina sui medici del passato vissuti nel territorio aretino.

L’incontro è in programma martedì 27 gennaio, alle ore 17,30, all’Auditorium Ducci di via Cesalpino.

Curato da Alessandro Garofoli, il ciclo di conferenze è parte di un più ampio progetto e si propone di illustrare, nell’ambito dell’evoluzione della disciplina, lo sviluppo delle conoscenze e delle pratiche sanitarie e le figure dei maggiori protagonisti locali.

Di ciascun medico operante nell’Aretino saranno posti in evidenza la personalità, il ruolo e il contributo dato al progresso delle attività volte a lenire le conseguenze della malattia e a migliorare la qualità e la lunghezza della vita, ma anche i meriti talvolta conseguiti in campo scientifico e letterario.

Andrea Cesalpino è una delle figure di primo piano della medicina e delle scienze naturali del Cinquecento.

Il suo profilo si inquadra nel contesto dello sviluppo dello studio delle piante (botanica è termine anacronistico per il Cinquecento) in relazione alla medicina nella Toscana medicea e va riferito all’Università di Pisa, che fu la scena principale della formazione e delle attività dello studioso aretino.

Il quadro di riferimento di Cesalpino è l’aristotelismo rinascimentale, da cui discende la rilevanza storica dei suoi “Peripateticarum quaestionum libri V”, nei quali vengono affrontati problemi strettamente filosofici, ma anche astronomici, medici e di scienze della vita.

Cesalpino fu uno strenuo oppositore del platonismo e fu coinvolto in controversie con Francesco de’ Vieri (o Verino), ma nel 1580 pubblicò la “Daemonum investigatio peripatetica”, nella quale, in opposizione ad un aristotelico radicale come Pietro Pomponazzi, ammetteva l’esistenza e l’azione dei demoni.

Quanto alla questione della circolazione del sangue, dopo il lavoro di Walter Pagel, le vecchie controversie sulle priorità nella scoperta appaiono inutili e frutto di un’antiquata storia della medicina, d’impianto nazionalistico.

Ferdinando Abbri, laureato in Filosofia nel 1975 presso l’Università di Firenze, è stato borsista della Domus Galilaeana di Pisa, ricercatore presso il Dipartimento di Filosofia di Firenze, professore ordinario di Storia della filosofia all’Università della Calabria e, dal 1991 al 2021, all’Università di Siena, sede di Arezzo.

Oggi professore emerito, è membro del comitato scientifico del Museo Galileo – Istituto di Storia della scienza di Firenze.

Il ciclo di conferenze della Società storica proseguirà, sempre all’Auditorium Ducci, fino alla fine del mese di marzo, con incontri dedicati ai medici Emilio Vezzosi, Francesco Redi, Francesco Sforzi, Dario Maestrini e Agostino Pirella.

Tutte le conferenze della Società storica aretina sono ad ingresso libero e gratuito.

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