Collettivo MillePiani Arezzo: “Fascisti, atlantisti contro Askatasuna”

La procura di Genova che costruisce un’istruttoria con le soffiate e dell’IDF e del Mossad: la magistratura italiana diventa un tribunale militare di uno Stato genocida.

Eccoli i fascisti! Ora azzannano Askatasuna, un centro sociale con un nome per loro scioccante, scelto come omaggio all’ETA basca, che faceva tremare di paura il generalissimo Franco e che spedì Carrero Blanco sui tetti di Madrid.

Ed eccoli ancora! Stanno preparando, loro che deportavano gli ebrei nelle camere a gas, un super-editto che mira a criminalizzare, chiamandole con l’odioso nome di antisemitismo, le grandi lotte di massa contro gli sgherri sionisti dell’imperialismo euro-statunitense, ovvero contro quello Stato assassino che ha sommerso e che sta continuando a sommergere la Palestina in un mare di sangue, di incendio, di fame e di terrore.

Ed eccoli ancora che dicono ai giovani: preparatevi ad affrontare le “tempeste d’acciaio”, di fosforo e di uranio nei nuovi spazi spettrali della guerra tecnologica per difendere la Patria bianca europea dai barbari uomini delle steppe, dai tenebrosi morti di fame africani o dagli agguerriti, infidi e imprevedibili fedayyin.

Ed ai popoli europei gridano: servono caccia-bombardieri, fregate, sottomarini atomici, missili intercontinentali, non pensate agli ospedali, ai salari e alle pensioni, ascoltate i generali che, circondati da bravi e patriottici giornalisti, vi impartiscono utili istruzioni, ogni giorno, ogni ora, dalle televisioni, sulla rete e soprattutto nelle scuole. Allarmi siam fascisti!

Allarmi siam fascisti! non viene più gridato da chi viene coccolato nei grattacieli della grande finanza e nei vertici della NATO, poiché lì occorre un’etichetta liberale, ma quando si devono chiudere i centri sociali, uno dopo l’altro, brandendo il manganello dell’ordine dei benestanti, ecco che quel grido tracotante sembra riaffiorare nelle pose dei caporioni.

Ma il fascismo non si veste più di orbace, per quanto tuttavia continui con immancabile zelo a servire i suoi vecchi padroni, che, nel frattempo, hanno smisuratamente accresciuto il loro “capitale costante”, al fine di imporre la legge del profitto a tutto il vivente.

Del resto lo sappiamo: la mansione del cane da guardia fascista è sempre stata quella di strappare via gli intralci – giuridici, diplomatici, politici e ideologici – che quella stessa legge del profitto non di rado faceva spuntar fuori.

I fascismi europei, i governi militari degli USA in America latina, le bande cristiano-maronite in Libano, tanto per citare alla rinfusa e simbolicamente, hanno fatto questo lavoro sporco.

Però oggi il padrone – ossia la grande borghesia imperialista – il lavoro sporco lo fa da solo, e non si vergogna di farlo, e neppure deve renderne conto alle proprie istituzioni nazionali e internazionali, che anche quando lo “rimproverano”, lo rendono scusabile, mentre caricano le sue vittime di tutte le malvagità, legittimando in tal modo le guerre e gli stermini che gli Stati Uniti, l’Unione Europea e Israele rovesciano sul mondo.

Israele è, a tal proposito, un caso spettacolare e perturbante: stermina i palestinesi con una disinvoltura e con una sicurezza di sé che nessun nazi-fascismo avrebbe potuto permettersi in altri tempi.

Ma non sempre il padrone, che veste solitamente l’abito liberale o socialdemocratico, e che con questo abito intraprende le guerre contro i popoli zoticoni che mettono i bastoni fra le ruote alla civiltà del mercato globale e alle “magnifiche sorti e progressive” del dollaro, non sempre questo padrone può fare il lavoro sporco in casa propria, ovvero, per quanto ci riguarda, in Europa.

Infatti, l’Europa, come scriveva Fanon, non la smette mai di parlare dell’uomo, “pur massacrandolo a tutti gli angoli delle sue strade, a tutti gli angoli del mondo”.

Per questo, il padrone liberale occidentale, quando ha bisogno di massacrare a tutti gli angoli del mondo, fa da sé, mentre quando deve liquidare sbrigativamente la lotta sociale più dura, nelle sue città sempre più in fermento, a volte ricorre ai fascisti.

E così i fascisti hanno imbavagliato Askatasuna, uno dei motori delle mobilitazioni di massa contro la morsa stritolante dell’economia di guerra, contro i preparativi di guerra sempre più accelerati e contro le panzane paranoiche dei tromboni del militarismo, ormai sempre più scatenati;

e, al tempo stesso, hanno eliminato un solido alleato della Resistenza palestinese e della Rivoluzione venezuelana, contro le quali ruggisce sempre più tutto l’Occidente.

Askatasuna aveva indicato una strada nuova: rompere i disciplinamenti spaziali, occupare luoghi, agire contro la manipolazione giornalistica.

Per questo è stato chiuso, la borghesia capitalistica sì è vendicata, dopo l’atto di controinformazione nei confronti del quotidiano FIAT, e il lavoro sporco lo hanno fatto i fascisti. Fascisti, NATO e Unione Europea sono pezzi della stessa artiglieria.

Postilla: l’arresto di Mohammad Hannoun, ovvero sionisti & atlantisti in Italia

Ed ecco la procura di Genova che costruisce un’istruttoria con le soffiate e dell’IDF e del Mossad: la magistratura italiana diventa un tribunale militare di uno Stato genocida.

Così, alcuni combattenti palestinesi e il presidente dell’API, Mohammad Hannoun, finiscono in carcere e sono ad un passo da quell’estradizione che dovrebbe concludere un’operazione poliziesco-militare teleguidata da Tel Aviv. Nelle carceri israeliane gli imputati finirebbero in un buco nero, nessuno ne saprebbe più niente.

La spavalderia e la prepotenza dell’atto, rammentano, sotto il cielo d’Italia, il vecchio “allarme siam fascisti”, ma è stato compiuto con un impeccabile abito neoliberale, e fa pensare ai passi successivi di baldanzosa marcia militare di giudici e di legislatori intruppati dalla NATO.

Un passo già lo si intravede: imbavagliare le lotte antimperialiste contro Israele facendo piombare su di esse l’accusa di antisemitismo.

Qui il neoliberalismo si rivelerebbe come il compimento del fascismo: la realtà trasformata in una favola orribile e grottesca, con le vittime ingiuriate e derise.

I palestinesi sono semiti e lo Stato sionista li bombarda, li stritola, li fucila, li affama, li rastrella, li espelle, li ghettizza, li espropria, li recinta, li deporta, li proscrive e li umilia in mille modi; e, inoltre, mostra una particolare attenzione per l’eliminazione dei loro bambini, ai quali dà la caccia ovunque, negli ospedali e fra le macerie, perfino con giocattoli esplosivi.

I bambini potrebbero essere il futuro dei palestinesi, ma i sionisti vogliono estinguere i palestinesi e quindi distruggono il loro futuro.

Ebbene, se il pensiero umano ha ancora qualche autorità, se ne deve concludere che i sionisti sono antisemiti.

Aggiungiamo poi, anche se l’argomento non ha bisogno di rinforzi: il fascismo è stato colonialista, razzista e antisemita, proprio come lo Stato sionista.

Quindi il sionismo è anche fascismo. E allora che cosa c’è al fondo degli strilli neoliberali contro l’inesistente antisemitismo di chi sostiene la tenace Resistenza di un popolo semita al terrore coloniale di uno Stato colonialista, fascista e antisemita come il sionista Israele?

La risposta è facilissima: poiché il consorzio imperialista atlantico, di cui Israele è la propaggine, spinge sull’acceleratore della Terza guerra mondiale e quindi vuole sconvolgere il Medio Oriente, distruggere la Russia, riprendersi il Sahel e spazzar via il socialismo bolivarista dal Venezuela, deve far pulizia in Europa ed impedire che la lotta di classe, ormai sempre più planetaria, vi si possa organizzare.

Di questa organizzazione il sostegno alla Resistenza palestinese è un polo fondamentale.

Ed ecco allora che, in sequenza, dopo la liquidazione di Askatasuna, e con un occhio alla legge che deve proscrivere l’antisionismo, vengono incarceratati alcuni militanti palestinesi, dopo che, in modo altrettanto prevaricatorio, altri combattenti erano stati trascinati davanti ai giudici dell’Aquila.

La lotta partigiana è divenuta un reato, quando la combattono i colonizzati, quando insorgono i “dannati della terra”.

Fascisti e borghesia imperialista neoliberale si fondono quando i piani di guerra, ruttano ed eruttano dai vertici della NATO, e quindi i poteri dello Stato parlamentare capitalistico agiscono come gli animali di Esopo, mostrano la forza recitando la commedia del diritto.

I “pro-pal” istituzionali, quelli degli sventolii di fazzoletti per salutare per la flottiglia, quelli che non hanno mai voluto accusare la catena sistemica dell’imperialismo occidentale come architrave economico e strategico del genocidio dei palestinesi, quelli che non nominavano mai la Resistenza palestinese e che spesso assecondavano i deliri russofobici dei corifei atlantisti del capitalismo guerrafondaio, oggi, di fronte all’imbarazzante Hannoun, si ritraggono, tentennano o addirittura lo denigrano.

Tutto il repertorio verbale delle accuse, ritorna, schermato, nei loro discorsi. Ma non importa. Le lotte antimperialiste di questi anni hanno tracciato la via a lotte sociali che l’economia di guerra può rendere sempre più decise e forse dirompenti.

Quest’onda in Italia è stata imponente, fino a provocare il contrattacco del campo imperialista, che sta colpendo a tutto spiano.

Questo contrattacco mira a militarizzare sempre più la società, a prepararla per i fronti di guerra che l’imperialismo occidentale sta aprendo in un ampio arco geografico e a proseguire sommessamente lo sterminio dei palestinesi, fino a farlo sfociare in una Palestina mosaico di villaggi turistici e di ghetti. È necessario ed urgente impedire tutto questo!

Collettivo MillePiani – Arezzo

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