Colesterolo e statine tra benefici reali e rischi da valutare

Il chirurgo plastico torna sul tema della sanità e dei farmaci citando le analisi del farmacologo Silvio Garattini.

In un nuovo intervento diffuso sui propri canali social, Roy De Vita è tornato ad affrontare il tema del rapporto tra sanità, farmaci e mercato, riprendendo alcune riflessioni del farmacologo Silvio Garattini, fondatore e direttore fino al 2018 dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri.

De Vita ha citato Garattini come una delle poche voci scientifiche in grado di esprimere posizioni fortemente critiche sull’attuale sistema sanitario, sottolineando come l’informazione medica sia spesso “condizionata” dalle logiche di mercato. Secondo questa analisi, anche la medicina non si sottrae a tali dinamiche, essendo diventata parte di un grande mercato della salute che, per sostenersi, deve costantemente crescere.

Un esempio centrale richiamato nel video di De Vita riguarda il colesterolo. Garattini osserva come, nel tempo, i valori considerati “normali” siano stati progressivamente abbassati: da 240 a 220, poi a 200, fino a indicare oggi come ideale un valore ancora inferiore. Un processo che, secondo il farmacologo, ha l’effetto di ampliare il numero di persone candidate all’assunzione di farmaci, in particolare le statine, spesso prescritte per tutta la vita.

Il punto critico, evidenziato da De Vita citando Garattini, non è il valore del colesterolo in sé, ma la riduzione reale del rischio di infarto. Secondo i dati richiamati, nella popolazione a basso rischio l’assunzione di statine comporterebbe una riduzione dello 0,4% degli infarti in cinque anni, a fronte però di una terapia quotidiana e permanente.

Un altro passaggio – riportato da De Vita – riguarda il tema dell’informazione sanitaria, che – secondo Garattini – tende a semplificare il messaggio facendo coincidere automaticamente l’abbassamento di un valore biologico con un beneficio clinico certo, senza comunicare in modo chiaro l’entità reale del beneficio.

Nel suo intervento, De Vita richiama anche quanto emerso durante la pandemia da Covid-19, che avrebbe contribuito a rendere più visibili gli interessi dell’industria farmaceutica, non sempre coincidenti con quelli dei pazienti. Da qui l’invito a valutare con attenzione l’assunzione di farmaci, considerando sempre il rapporto tra benefici, rischi ed effetti collaterali, che – sottolinea – devono essere parte integrante della decisione terapeutica.

Il messaggio conclusivo è un invito alla consapevolezza critica: i farmaci, secondo quanto riportato, andrebbero assunti solo quando realmente necessari, in base ai fattori di rischio individuali, senza delegare ciecamente ogni scelta a logiche automatiche o a un’informazione percepita come neutra.

Nota redazionale
L’articolo riporta e rielabora contenuti di un intervento video pubblico con finalità esclusivamente informative. Non sostituisce il parere medico né invita a modificare terapie in corso senza consulto specialistico.

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