Arezzo perde uno dei suoi protagonisti più conosciuti e apprezzati nel mondo della moda. Giuseppe Angiolini, per tutti Beppe di Sugar, è morto nella mattina di sabato 17 ottobre, nella sua abitazione, dopo aver affrontato una lunga malattia. Aveva 73 anni e avrebbe compiuto 74 anni il prossimo 5 dicembre.
Sugar, una storia nata nel cuore di Arezzo
La storia imprenditoriale di Angiolini prende forma alla fine degli anni Settanta, quando decide di seguire la propria passione per la moda anziché entrare nell’azienda agricola di famiglia. Una scelta controcorrente, maturata in una città che allora era lontana dai principali centri italiani del settore, ma sostenuta da una visione precisa: portare anche in provincia le novità e i marchi destinati a lasciare il segno.
Nasce così Sugar, la boutique di Corso Italia che, nel corso dei decenni, diventa un punto di riferimento per appassionati, professionisti e clienti internazionali. Grazie alla capacità di selezionare stilisti e collezioni innovative, Angiolini trasforma la propria attività in una realtà riconosciuta ben oltre la Toscana.
Una tappa fondamentale arriva nel 2018, con il trasferimento nel restaurato Palazzo Lambardi, nel centro storico cittadino. Il progetto unisce il valore storico dell’edificio a un allestimento contemporaneo, facendo convivere architettura, opere artistiche e proposte di alta moda. Sugar si afferma così come un concept store di respiro internazionale, espressione di un’idea di commercio in cui l’esperienza del cliente e la ricerca estetica assumono un ruolo centrale.
Un talento capace di anticipare le tendenze
Il contributo di Angiolini al mondo della moda non si è limitato alla gestione della propria attività. Nel corso della sua carriera si è distinto come buyer e talent scout, sviluppando una particolare capacità di individuare designer e collezioni prima che raggiungessero il grande pubblico.
Il suo percorso si è intrecciato con quello di protagonisti della moda italiana e internazionale, da Giorgio Armani a Prada, da Jean Paul Gaultier a Romeo Gigli. Negli anni successivi ha seguito anche le evoluzioni del menswear e le nuove tendenze del lusso contemporaneo, sostenendo creativi capaci di ridefinire il linguaggio della moda.
Per Angiolini, il lavoro del buyer richiedeva sensibilità, esperienza e soprattutto intuito: comprendere non soltanto ciò che il mercato chiedeva in quel momento, ma anche ciò che avrebbe potuto desiderare in futuro. Una capacità che gli ha permesso di conquistare un ruolo autorevole nel settore e di diventare un interlocutore riconosciuto da stilisti, aziende e operatori internazionali.
È stato inoltre protagonista della Camera Italiana dei Buyer della Moda, ricoprendone la presidenza e assumendo successivamente il ruolo onorario. La sua esperienza lo ha portato anche nei programmi televisivi dedicati allo stile e all’immagine, dove era spesso chiamato a commentare i look dei grandi eventi, tra cui il Festival di Sanremo.
Il legame con Arezzo e l’impegno per la città
Nonostante i rapporti con le principali capitali internazionali della moda, Angiolini ha mantenuto un legame profondo con Arezzo, continuando a investire energie e competenze nella crescita del territorio.
Accanto all’attività imprenditoriale, ha ricoperto incarichi nel mondo culturale ed economico cittadino, collaborando alla promozione del distretto orafo e assumendo il ruolo di direttore artistico di OroArezzo. Ha inoltre partecipato alla vita associativa e alle iniziative dedicate alla valorizzazione della città, contribuendo al confronto sulle opportunità legate al turismo, agli eventi e alla Fiera Antiquaria.
Il suo obiettivo era dimostrare che anche una città di provincia poteva dialogare da protagonista con i grandi centri internazionali, valorizzando il proprio patrimonio storico e artistico senza rinunciare all’innovazione. Con Sugar, Angiolini ha offerto un esempio concreto di questa possibilità, trasformando un’attività commerciale in una destinazione capace di attirare visitatori e professionisti da diversi Paesi.
Un’eredità che va oltre la moda
La scomparsa di Beppe Angiolini lascia un vuoto nel mondo del commercio e della moda, ma anche nella vita economica e culturale aretina. La sua storia racconta il percorso di un imprenditore che ha saputo trasformare una passione personale in un progetto riconosciuto a livello internazionale, mantenendo sempre le proprie radici nella città d’origine.
Il suo lascito è racchiuso nella capacità di guardare oltre le convenzioni, di sostenere la creatività e di riconoscere il valore della bellezza come elemento capace di generare cultura, relazioni e sviluppo.
Con Sugar, Angiolini ha dimostrato che una boutique può diventare un luogo di identità e sperimentazione e che anche da Arezzo è possibile contribuire a scrivere una parte della storia della moda internazionale.
Ciao Beppe

