“Anche la sanità locale, purtroppo, è ostaggio di schemi tradizionali e organismi sovranazionali.
Lo dimostra la vicenda del centro nascite del Valdarno, per il quale un’indicazione dell’Organizzazione mondiale della sanità fissa a 500 il numero dei parti annui sotto i quali può anche non restare operativa.
Da oltre oceano, in sostanza, si stabilisce una soglia, astratta, che non tiene conto della nostra realtà, molto distante dai bisogni del territorio.
La politica cerca una soluzione per scongiurare la chiusura di una struttura qualificata, riconosciuta anche dall’Unicef, in grado di servire un’utenza di circa 100.000 abitanti.
Tale drastica e penalizzante soluzione è sicuramente sbagliata, così come lo è stato il voto del Consiglio Comunale ad Arezzo su un atto d’indirizzo che chiedeva di appoggiare in Parlamento la proposta di legge per l’uscita dell’Italia dall’Oms, seguendo l’esempio degli Stati Uniti.
Sarebbe opportuno lasciare queste organizzazioni che portano solo a desertificare i servizi a danno delle comunità locali e avere politici e partiti che guardano agli interessi degli abitanti che dovrebbero rappresentare”.

