Cardioncologia, al San Donato di Arezzo integrazione multidisciplinare

Curare il tumore senza mettere a rischio il cuore è oggi una delle sfide più delicate della medicina.
 
Al San Donato di Arezzo questa esigenza trova una risposta strutturata nell’Ambulatorio di II livello di Cardioncologia, attivo dal 2013 e basato su una stretta integrazione tra Cardiologia e Oncologia.
 
L’ambulatorio segue persone con patologie oncologiche che presentano problemi cardiaci preesistenti o che possono svilupparli durante le terapie.
 
L’obiettivo è accompagnare chi affronta il percorso di cura, permettendo di proseguire le terapie oncologiche in sicurezza.
 
Un’attenzione costante alla prevenzione e alla gestione delle complicanze cardiovascolari consente di ridurre interruzioni non necessarie e di migliorare, nel tempo, la qualità di vita e gli esiti complessivi delle cure.
 
L’attività ha raggiunto nel tempo numeri significativi: circa 40 persone seguite ogni mese, oltre 450 ogni anno, per un totale di più di 5.500 prese in carico dal 2013 a oggi.
 
Tutti i casi vengono valutati direttamente dal responsabile dell’ambulatorio, dottor Massimo Felici, garantendo continuità assistenziale e uniformità di approccio.
 
Le situazioni più complesse sono affrontate attraverso il confronto in équipe multidisciplinari, per individuare le soluzioni più appropriate.
 
“La cardioncologia nasce per rispondere a un bisogno reale dei pazienti oncologici: poter affrontare le cure senza aggiungere ulteriori rischi – spiega il dottor Massimo Felici, responsabile dell’Ambulatorio di II livello di Cardioncologia –.
 
Il nostro lavoro è orientato a trovare un equilibrio tra efficacia delle terapie oncologiche e tutela della salute cardiovascolare, grazie a un confronto continuo con gli oncologi.
 
Un percorso reso possibile anche dal supporto e dalla visione condivisa della direttrice della UOC di Cardiologia, dottoressa Alessandra Sabini, che ha sempre creduto nell’integrazione tra le diverse competenze”.
 
“L’Ambulatorio di II livello di Cardioncologia del San Donato rappresenta un modello ormai consolidato di integrazione multidisciplinare, in grado di coniugare l’efficacia delle terapie oncologiche con la tutela della salute cardiovascolare – sottolinea la dottoressa Alessandra Sabini, direttrice della UOC di Cardiologia di Arezzo, Bibbiena e Sansepolcro –.
 
La collaborazione strutturata tra Cardiologia e Oncologia permette valutazioni tempestive e percorsi assistenziali mirati, riducendo il rischio di complicanze e limitando interruzioni non necessarie dei trattamenti.
 
Si tratta di un’organizzazione che pone al centro la continuità della cura e la sicurezza del paziente, valorizzando le competenze specialistiche e il confronto costante tra i professionisti”.
 
“Il percorso di cardioncologia è un esempio concreto di come la multidisciplinarietà sia oggi indispensabile nella presa in carico della persona con tumore – evidenzia Carlo Milandri, direttore della UOC Oncologia di Arezzo –.
 
La collaborazione strutturata e continua con la Cardiologia ci consente di personalizzare i trattamenti, valutando fin dall’inizio il profilo di rischio cardiovascolare e accompagnando il paziente lungo tutto il percorso di cura.
 
Questa sinergia tra reparti non solo aumenta la sicurezza delle terapie oncologiche, ma rafforza un modello assistenziale integrato, in cui le competenze si uniscono per garantire appropriatezza, continuità e qualità delle cure”.
 
Come si accede all’ambulatorio di Cardioncologia
L’accesso all’Ambulatorio di II livello di Cardioncologia è subordinata all’indicazione degli specialisti.
 
L’inserimento nel percorso avviene su segnalazione di cardiologi e specialisti coinvolti nella cura delle patologie oncologiche.
 
Grazie alla stretta sinergia tra cardiologi e oncologi, il protocollo garantisce risposte rapide e valutazioni mirate per i casi più complessi. Una collaborazione multidisciplinare che permette un approfondimento diagnostico tempestivo, assicurando a ogni paziente un monitoraggio di alta precisione.
Nella foto in allegato: Dottoressa Sabrina Giusti, medico di Oncologia di Arezzo (a sinistra), dottor Massimo Felici (al centro), dottoressa Alessandra Sabini (a destra

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