Bronzo per il Judo OK Arezzo: Emma Corsi brilla agli Esordienti B A2

Fine settimana intenso al PalaPellicone di Ostia, dove sono andati in scena i Campionati Italiani Esordienti B A2. Un palazzetto che, durante eventi così, sembra respirare da solo:

tensione nell’aria, attese che sembrano infinite e quell’agitazione che stringe lo stomaco a tutti, atleti, tecnici e tifosi.

Il Judo OK Arezzo si è presentato con due giovani judoka, Mare Forgione (55 kg) ed Emma Corsi (57 kg), entrambi con il desiderio di lasciare il segno.

Per Mare, purtroppo, la gara si è chiusa al primo incontro. Una sconfitta che brucia, inutile far finta di niente.

In giornate come queste basta un movimento impreciso, una scelta sbagliata presa in un secondo, e tutto finisce. Ma queste cadute insegnano, modellano il carattere e diventano la base su cui costruire la prossima vittoria. Anche se fa male, è così che si cresce davvero.

La storia più intensa della giornata porta però il nome di Emma Corsi, che nei 57 kg conquista un bronzo meraviglioso, risultato di una gara di alto livello, combattuta con una maturità sorprendente:

difese attente, controcolpi quasi perfetti, attacchi decisi e coraggiosi. In ogni momento si vedeva chiaramente quanto volesse quel podio. Lo si leggeva negli occhi.

Non si è mai tirata indietro, nemmeno nei momenti più duri, quando la fatica si mischia alle emozioni e il rischio è quello di perdere il filo. Lei invece ha spinto, ha creduto, ha lottato.

E c’è da dirlo: gare come questa sono un vortice di emozioni. Un attimo sei travolta dalla tensione, quello dopo senti l’adrenalina che ti prende nelle braccia, poi arrivano le paure, i pensieri, i dubbi… e infine l’esplosione, quella sensazione che ti attraversa quando capisci che stai davvero andando oltre te stessa.

Emma questa altalena l’ha vissuta tutta, e ne è uscita più forte, più consapevole, più pronta.

E il suo bronzo non è “solo” un bronzo: è una medaglia che spezza un digiuno lungo nove anni.

Nove anni che la società non tornava sul podio di un Campionato Italiano, dove la strada verso il risultato sembrava essersi chiusa, quasi come se mancasse la scintilla giusta per riaccenderla, ma oggi quella scintilla ha un nome:

con Emma si riapre una via che si era interrotta e che promette di essere di nuovo luminosa, viva, piena di nuove soddisfazioni.

Questa è la 136esima medaglia nella storia della palestra: un numero importante, che parla di dedizione, lavoro e sacrifici, ma che soprattutto diventa uno stimolo enorme per tutti i ragazzi che ogni giorno mettono piede sul tatami con un sogno nel cuore.

A coronare il tutto, arriva anche la meritata qualifica alla finale del Campionato Italiano A1, dove gareggeranno i migliori d’Italia.

Emma raggiungerà Tommaso e Sofia in questa nuova avventura, un traguardo che unisce ancora di più il gruppo e accende l’entusiasmo di tutta la società.

Sarà dura, certo. Ma se c’è una cosa che la gara di Ostia ha dimostrato, è che quando ci sono determinazione, cuore e coraggio… niente è davvero fuori portata. Emma lo ha dimostrato. E questa è solo la prima pagina di una storia che promette molto, molto di più.

Ma sarebbe ingiusto raccontare questa storia senza parlare di chi, spesso in silenzio, ci mette anima e cuore perché i ragazzi possano vivere queste emozioni: i tecnici Roberto Busia e Moira Giusti.

Roberto e Moira sono quelle presenze costanti che ci sono sempre, anche quando nessuno le vede.

Sono le voci che rassicurano prima di salire sul tatami e quelle che ti rimettono insieme quando le cose non vanno.

Sono le mani che aggiustano un judogi, gli occhi che captano un dettaglio tecnico da correggere, le braccia che accolgono un atleta in lacrime — di gioia o di delusione, non importa.

Loro sono guide, punti fermi, fari che restano accesi anche quando il percorso si fa buio.

Allenano, sì… ma soprattutto sostengono e accompagnano. Da dietro le quinte regalano sogni, spingono i ragazzi a credere in sé stessi.

Se oggi Emma ha scritto questa pagina importante, è anche grazie a loro. E se questa via appena riaperta porterà lontano — e lo farà — sarà perché dietro ogni passo ci sono due tecnici che non smettono mai di dare tutto, ogni singolo giorno.

Il Judo OK Arezzo torna a brillare.

E questa è solo l’inizio…

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