I Carabinieri di San Giovanni Valdarno hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Arezzo, su richiesta della Procura della Repubblica, nella quale vengono riconosciuti gravi indizi di colpevolezza a carico di un 50enne, ritenuto responsabile di una serie di reati contro il patrimonio, commessi nel primo semestre di quest’anno.
In particolare, le indagini hanno consentito di accertare che l’indagato, a bordo della sua bicicletta, si muoveva in tutto il Valdarno sottraendo borselli, portafogli e altri oggetti personali, lasciati incustoditi dalle vittime negli spogliatori o nei locali di servizio di ristoranti e centri sportivi.
L’uomo, in alcuni casi, dopo aver trafugato i portafogli e le borse, avrebbe utilizzato le carte di pagamento sottratte alle vittime per effettuare micro-spese e acquisti non autorizzati presso vari esercizi commerciali della zona (tra cui tabaccherie e locali pubblici).
A maggio scorso l’uomo era stato sorpreso mentre tentava di trafugare il denaro contenuto nella cassetta delle offerte di un ente no profit che dal 1974 accoglie e supporta le famiglie con bambini in cura presso ospedali lontani dalla propria città, presente all’interno di un locale appartenente a una nota catena multinazionale di ristoranti fast food statunitense.
In quell’occasione l’uomo aveva da poco forzato i distributori automatici di un istituto comprensivo del Valdarno.
Grazie ai gravi indizi di colpevolezza raccolti, la Procura della Repubblica di Arezzo ha chiesto la misura cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale aretino, nei confronti dell’uomo, il quale adesso dovrà indossare anche il braccialetto elettronico e non potrà allontanarsi dal proprio domicilio, senza l’autorizzazione dell’Autorità giudiziaria.
La suddetta comunicazione è fatta nel rispetto dei diritti delle persone indagate, da ritenersi presunte innocenti in considerazione dell’attuale fase del procedimento – indagini preliminari – fino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile ed al fine di assicurare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.

