Le associazioni firmatarie esprimono solidarietà e adesione al documento della RSU ARPAT del 25 settembre 2026, intitolato “ARPAT 2026 – La fine di un’agenzia?”, e rilanciano l’allarme sul progressivo depotenziamento dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale.
ARPAT, commissariata il 7 luglio scorso insieme ad altri enti regionali, si trova da tempo a fare i conti con risorse insufficienti, difficoltà nel ricambio del personale, carenze nella strumentazione e una riduzione della capacità operativa. Secondo quanto evidenziato dalla RSU, il contributo regionale sarebbe rimasto sostanzialmente fermo ai livelli di dieci anni fa, mentre nello stesso periodo l’inflazione è cresciuta significativamente.
La questione, sottolineano le associazioni, non riguarda soltanto le condizioni di lavoro dei dipendenti dell’Agenzia, ma direttamente la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. ARPAT svolge infatti attività di controllo e monitoraggio su emissioni industriali, impianti di gestione dei rifiuti, scarichi e matrici ambientali, oltre a fornire supporto tecnico-scientifico alle istituzioni.
Particolarmente preoccupante, secondo le associazioni, è la segnalazione della RSU secondo cui le attuali condizioni renderebbero difficile mantenere un numero adeguato di controlli sul territorio e garantire pienamente le attività dei laboratori.
Un tema ancora più rilevante alla luce dei nuovi obblighi europei in materia ambientale, che prevedono standard sempre più stringenti per la qualità dell’acqua e dell’aria e per il trattamento delle acque reflue, con una crescente attenzione a sostanze come PFAS, microinquinanti e microplastiche.
“Di fronte a maggiori obblighi di controllo – sottolineano le associazioni – la risposta non può essere quella di ridurre la capacità operativa dell’ente pubblico chiamato a svolgere proprio quei controlli”.
Le associazioni chiedono quindi alla Regione Toscana di chiarire quali interventi intenda adottare per garantire ad ARPAT risorse economiche, personale, strumentazione e adeguate capacità laboratoristiche, così da assicurare livelli di controllo ambientale adeguati alla tutela della popolazione.
Viene inoltre richiesta la pubblicazione di un quadro trasparente sull’evoluzione negli ultimi anni del personale, delle risorse, delle dotazioni strumentali e del numero di controlli effettuati da ARPAT, per consentire ai cittadini di verificare concretamente l’andamento della capacità di controllo dell’Agenzia.
Le associazioni auspicano infine un urgente riscontro da parte della Regione Toscana, ribadendo che un sistema pubblico di controllo ambientale adeguatamente finanziato rappresenta un presidio essenziale per la tutela del territorio e della salute.

