Un luogo di incontro e immaginazione, capace di far dialogare linguaggi, generazioni e storie di ogni epoca. È questo il filo conduttore della Stagione Teatrale 2026/27 del Teatro Comunale Mario Spina di Castiglion Fiorentino, promossa dal Comune di Castiglion Fiorentino e Officine della Cultura, presentata questa mattina in Piazza del Municipio in occasione della manifestazione “Uno, nessuno e centomila”.
Un cartellone, intitolato Corto Circuito Teatrale, con undici appuntamenti: otto serali in abbonamento, due pomeridiani per le famiglie e una data fuori abbonamento.
Un percorso che intreccia comicità, teatro d’autore, musica, memoria e grandi classici riletti in chiave contemporanea con Roberto Ciufoli, Thony, Cinzia Leone, Ascanio Celestini, Ugo Dighero e I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo tra i protagonisti.
«Il Mario Spina è una casa della comunità e non soltanto uno spazio destinato agli spettacoli – sottolinea Massimiliano Lachi, Assessore alla Cultura del Comune di Castiglion Fiorentino -. La stagione teatrale rappresenta quindi un appuntamento importante per la vita culturale di Castiglion Fiorentino e per tutto il territorio:
un investimento sulla cultura, sulla partecipazione e sulla possibilità di vivere il dialogo tra palco e platea come esperienza collettiva.
Anche quest’anno abbiamo cercato, insieme a Officine della Cultura, di costruire un programma capace di parlare a pubblici diversi, mantenendo al centro la qualità delle proposte e il valore del teatro come spazio vivo e accessibile».
«Abbiamo scelto Corto Circuito Teatrale perché gli spettacoli in abbonamento mettono in relazione mondi apparentemente lontani – dichiara Luca Roccia Baldini, direttore artistico di Officine della Cultura -.
C’è il comico che diventa osservazione dell’essere umano, c’è la musica che si fa racconto, ci sono la memoria e la storia che entrano in scena, i grandi autori riletti attraverso sensibilità contemporanee e personaggi che ci costringono a guardare il nostro presente.
Dedichiamo la stagione a Gianfranco Pedullà. Gianfranco è stato una figura fondamentale del teatro aretino, toscano e italiano e un riferimento per generazioni di artisti: pensare a lui significa ricordarne la passione e la ricerca di un teatro legato alle persone e ai luoghi».
Ad aprire la stagione, sabato 14 novembre, sarà Roberto Ciufoli con “Tipi – Recital comico-antropologico”, un vero e proprio “multi-one man live show” nel quale l’attore veste i panni di diverse tipologie umane muovendosi tra monologhi, sketch, poesie, balli e canzoni, dallo sportivo all’indeciso, dal timido al supereroe. Lo spettacolo è prodotto da Mentecomica.
Il secondo appuntamento, venerdì 27 novembre, unirà musica e teatro con Thony e I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo in “Storie della buonanotte per bambine ribelli”, produzione Argot Produzioni e Officine della Cultura.
Partendo dal bestseller mondiale di Elena Favilli e Francesca Cavallo, lo spettacolo porta in scena le storie di donne capaci di rompere gli stereotipi e inseguire i propri sogni con una dedica al coraggio, alla libertà e alla possibilità di immaginare un futuro diverso.
Sul palco, con Thony, ci saranno Leila Sampaoli e Paola Scoppa (voce), Enrico Fink (flauto), Massimo Ferri (chitarra, bouzouki, oud), Madoka Funatsu (fisarmonica), Saverio Zacchei (trombone), Gianni Micheli (clarinetto basso) e Massimiliano Dragoni (hammer dulcimer, percussioni).
Venerdì 1° gennaio, fuori abbonamento con inizio alle ore 17:30, il Teatro Mario Spina accoglierà il tradizionale appuntamento con il Toscana Gospel Festival, che vedrà protagonista il gruppo “Cedric Shannon Rives and the Unlimited Praise Gospel Singers”.
Una festa musicale per il nuovo anno affidata alla voce e all’energia di uno degli interpreti più apprezzati del gospel americano, con una lunga esperienza tra musica, teatro e musical e un particolare legame con l’Italia, dove si esibisce da oltre vent’anni.
In occasione del Giorno della Memoria, mercoledì 20 gennaio, sarà in scena “Patrilineare. Una storia di fantasmi”, con Enrico Fink e I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo, in una produzione Officine della Cultura. Tratto dall’omonimo libro di Fink, pubblicato da Lindau, lo spettacolo ripercorre la storia della deportazione della famiglia Bassani-Fink attraverso una narrazione accompagnata dalla musica.
Un viaggio nella memoria della Shoah e nella storia degli ebrei italiani, che interroga il presente sul significato della memoria e sulle responsabilità del fascismo e del razzismo di Stato.
Il programma dedicato ai più piccoli e alle famiglie, dal titolo Pomeriggi a teatro, prenderà il via domenica 24 gennaio, alle ore 17:30, con “Pierino e il lupo” e “March op. 99” di Sergej Prokof’ev, proposto dal Quintetto di Fiati dell’Orchestra OIDA (Orchestra Instabile di Arezzo) con la voce recitante di Samuele Boncompagni.
Dai 5 anni in su, il pubblico sarà accompagnato dentro uno dei più celebri racconti musicali del Novecento, dove i fiati danno voce ai personaggi della storia e la narrazione unisce suoni e immagini.
Domenica 7 febbraio, sempre alle ore 17:30, sarà invece la volta de “Il viaggio di Ulisse”, lettura scenica con musica dal vivo scritta e diretta da Matteo Marsan, con Gioconda Dragoni, Giacomo Rossi e le immagini di Riccardo Guasco, produzione Lo Stanzone delle Apparizioni.
Dai 6 anni, lo spettacolo attraversa le avventure dell’eroe greco attraverso parola, musica e immagini, trasformando l’Odissea in un viaggio tra mito, immaginazione e desiderio di ritorno.
La stagione serale riprenderà giovedì 25 febbraio con un grande classico della drammaturgia italiana: “Il berretto a sonagli” di Luigi Pirandello, con Irma Ciaramella, Ivano Falco, Gino Auriuso, Margherita Patti, Gioele Riotini e Ottavia Orticello, per la regia di Gino Auriuso.
Prodotto dall’Associazione Culturale Artenova ETS con il sostegno della Regione Lazio, lo spettacolo porta in scena una delle opere più celebri di Pirandello, una feroce riflessione sull’onore, sulle convenzioni sociali e sulla necessità di costruire una verità accettabile per la società.
Giovedì 4 marzo protagonista d’eccezione sarà Cinzia Leone con “Mamma sei sempre nei miei pensieri. Spostati!”, scritto dalla stessa Leone insieme a Fabio Mureddu e diretto da Mureddu, con la partecipazione di Federica Lugli.
Prodotto da Perrone Spettacoli, lo spettacolo affronta con ironia il rapporto tra madri e figlie, il distacco dal cordone ombelicale e quell’impronta familiare che continua ad accompagnarci anche quando pensiamo di esserci definitivamente emancipati. Un monologo comico e corrosivo che trova nella quotidianità la materia prima per raccontare, con leggerezza, dinamiche profondamente universali.
Venerdì 12 marzo arriverà al Mario Spina Ascanio Celestini con “Poveri Cristi”, prodotto da Fabbrica e Teatro Carcano con il contributo della Regione Lazio.
Nelle periferie di Roma raccontate da Celestini si incontrano Giobbe, Joseph, una prostituta, una vecchia, un razzista, un bambino e molti altri personaggi ai margini, uomini e donne che normalmente finiscono sulle pagine dei giornali soltanto quando accade qualcosa di grave. Attraverso il suo inconfondibile teatro di narrazione, Celestini prova invece a raccontarli come santi quando accade un prodigio.
Mercoledì 7 aprile, nell’ambito delle celebrazioni per il centenario di Dario Fo e, allo stesso tempo, per gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, sarà “Lu santo jullare Francesco” interpretato da Ugo Dighero ad animare il palco dello Spina. Lo spettacolo, scritto da Dario Fo e Franca Rame e diretto da Giorgio Gallione, è una produzione Teatro Nazionale di Genova e CMC/Nidodiragno, con la collaborazione del Teatro della Juta.
Attraverso il linguaggio teatrale e virtuosistico del grammelot, Fo racconta la figura di San Francesco mescolando leggenda popolare, satira, spiritualità e mito, restituendo un ritratto lontano dall’agiografia e profondamente legato ai temi della fraternità, della pace e del rifiuto dei privilegi. L’evento è anche parte del cartellone parallelo dedicato a Dario Fo proposto dai Teatri della Valdichiana.
A chiudere la stagione, martedì 20 aprile, sarà “La Locandiera, lo chef e gli altri”, libero adattamento da “La Locandiera” di Carlo Goldoni firmato da Roberto Cavosi, con la regia di Filippo D’Alessio. In scena Maddalena Emanuela Rizzi e Bruno Governale, insieme a Mario Focardi, Andrea Plithakis e Gianluca Rossetti, per una produzione Seven Cults.
La locanda di Mirandolina diventa qui il luogo di un Goldoni contemporaneo, dove le maschere settecentesche lasciano spazio alle solitudini e alle contraddizioni del presente, tra amore, denaro, seduzione e comicità.
Inizio spettacoli ore 21:00. La campagna abbonamenti si svolgerà da lunedì 12 a venerdì 16 ottobre (vecchi abbonati) e da lunedì 19 a venerdì 23 ottobre (nuovi abbonati) presso il teatro nei giorni di martedì e giovedì dalle 16:30 alle 19:00 e sabato dalle 10:00 alle 13:00. E ancora presso Officine della Cultura dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:30 alle 18:00. I biglietti per i singoli spettacoli saranno invece in vendita da mercoledì 4 novembre.
Prezzi abbonamento: platea, palco I ord. € 110; palco II ord. € 90; palco III ord. € 70. Biglietti singolo spettacolo ed evento Toscana Gospel Festival: platea, palco I ord. € 20, rid € 18*; palco II ord. € 16, rid € 14*; palco III ord. € 12, rid € 10*; studenti under 25 (al III ord) € 6. Le *riduzioni si applicano a under 35, over 65 e Spettatori Erranti.
Costo rassegna Pomeriggi a Teatro: platea, palchi € 8; bambini, ragazzi fino a 14 anni € 5; adulto + bambino € 10; studenti under 25 (al III ord)€ 6.
Prevendita. A Castiglion Fiorentino: presso Pro Loco, P.zza Risorgimento, tel. 349 5764969. Ad Arezzo: Officine della Cultura, dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:30 alle 18:00 – via Vittorio Veneto 180/2 – tel. 0575 27961 – 338 8431111 – biglietteria@officinedellacultura.org. Biglietteria: il giorno di spettacolo apertura un’ora prima dell’inizio. Online su TicketOne.it. Ulteriori informazioni: www.officinedellacultura.org.

