Ad Arezzo, in scena “Le Sacre du Printemps” di Dewey Dell

Arriva ad Arezzo, dopo essere appena stato a Barcellona al Teatro Sagarra, e prima di raggiungere Valencia al TEM – Teatre El Musical e Parigi al Théâtre Silvia-Monfort, Le Sacre du Printemps a firma della compagnia Dewey Dell, uno degli spettacoli contemporanei di danza più significativi.

Andrà in scena al Teatro Petrarca (via Guido Monaco 12) sabato 21 marzo alle ore 21 e domenica 22 alle ore 17 (in replica lunedì 23 marzo in matinée per le scuole).

Capace di confrontarsi con un caposaldo assoluto del Novecento come la Sagra della Primavera di Igor Stravinskij, vincitore del Premio Danza&Danza 2023 come miglior produzione italiana, Le Sacre du Printemps si presenta come un’esperienza sensoriale intensa in cui musica, corpo e immaginario visivo si fondono in un rito contemporaneo di grande forza evocativa.

La reinterpretazione diventa passaggio tra vita e morte, metamorfosi e rigenerazione, in un dialogo serrato tra corpo, suono e materia. in scena Agata Castellucci, Teodora Castellucci, Alberto “Mix” Galluzzi, NastyDen e Francesca Siracusa.

Le musiche originali sono di Igor Stravinsky, concept e regia Agata Castellucci, Teodora Castellucci, Vito Matera, coreografia Teodora Castellucci.

Lo spettacolo fa parte della stagione teatrale realizzata grazie alla collaborazione tra Fondazione Toscana Spettacolo, Fondazione Guido d’Arezzo e Comune di Arezzo. L’evento è in collaborazione con Sosta Palmizi.

Nominato ai Premi UBU 2024 per i migliori costumi, Le Sacre du Printemps si inserisce in una genealogia illustre:

quella del capolavoro creato nel 1913 da Djagilev, Nijinsky e Stravinsky, evento rivoluzionario che segnò per sempre la storia della danza e della musica del Novecento.

Dewey Dell affronta Stravinsky scegliendo la via del rituale primordiale invece della narrazione ballettistica tradizionale.

In ogni grande metamorfosi dell’essere umano, la morte è sempre al fianco della vita, manifestandosi come rito di passaggio o rivoluzione interiore:

è questa la visione che percorre lo spettacolo dall’inizio alla fine, con una coerenza viscerale e una precisione quasi scientifica.

Nel mondo animale e vegetale la compresenza di vita e morte diviene ancora più letterale: la morte fa parte del processo fecondativo, la vita pullula sulle carcasse decomposte, e negli insetti, nei semi, nelle muffe la morte è una presenza espansa, un invito alla vita.

Nasce così uno spettacolo in cui la rigenerazione ciclica delle stagioni non è un percorso lineare, ma come sconquasso di tutti gli elementi. La primavera è il periodo di massimo turbamento, e il terrore dell’esistenza si fonde alla gioia vertiginosa dell’esserci.

Fondata a Cesena nel 2006, Dewey Dell è la compagnia italiana di danza e performing arts in cui la ricerca coreografica attraversa danza, arti visive, musica e performance, spesso ispirandosi alle immagini della storia dell’arte e ai comportamenti del regno animale, con un costante confronto con archetipi e narrazioni provenienti dall’antichità.

Nel corso degli anni la compagnia ha sviluppato un linguaggio scenico riconoscibile, che intreccia coreografia, suono e immagine, collaborando con artisti di ambiti diversi, tra cui il fumettista Yuichi Yokoyama, il regista teatrale Kuro Tanino, la graphic designer Clio Casadei, il musicista Massimo Pupillo e il vocalist Attila Csihar, oltre allo scultore Matteo Lucca e al collettivo audiovisivo Transforma.

Nel 2023 il gruppo ha inoltre firmato le coreografie per Macbeth di Giuseppe Verdi all’Aalto Theatre di Essen, con la regia di Emily Hehl. Gli spettacoli del gruppo sono stati presentati in contesti internazionali molto diversi, dal Melbourne Festival e Arts House in Australia al Palais de Tokyo e alle Rencontres chorégraphiques internationales de Seine-Saint-Denis a Parigi, fino alla Biennale Danza di Venezia, al Barbican Mime Festival di Londra, al Cabaret Voltaire di Zurigo, a Steirischer Herbst a Graz e al BIT Teatergarasjen di Bergen, oltre a numerose università statunitensi.

La stagione prosegue con il duo Antonio Rezza e Flavia Mastrella, ovvero RezzaMastrella, un combinato artistico inimitabile nel panorama teatrale contemporaneo.

Leoni d’Oro alla Carriera alla Biennale di Venezia 2018, saranno sul palco del Teatro Petrarca martedì 31 marzo e mercoledì 1 aprile con “Metadietro”, spettacolo che indaga ed esplora con comicità e surreale ironia l’essenza stessa della nostra umanità, il rischio costante del suo naufragio e la certezza di un’impossibile salvezza. 

In scena, un ammiraglio vestito di blu è alle prese con il salvataggio della sua nave, ma deve fare i conti con l’equipaggio che lo accompagna, accecato da logiche di mercato e interessi individuali.

Chiusura di stagione giovedì 9 e venerdì 10 aprile con Luca Barbareschi in “November” di David Mamet, una delle commedie più graffianti e attuali del grande drammaturgo americano.

November è una macchina comica perfetta, in due atti, costruita su continui cambi di ritmo e ripartenze spiazzanti, dove ogni battuta è un colpo ben assestato. Protagonisti dello spettacolo, oltre a BarbareschiSimone Colombari e Chiara Noschese, quest’ultima anche regista.

L’umorismo cinico e affilato, tipico dello stile di Mamet, non lascia spazio alla mediocrità e accompagna lo spettatore in una satira feroce quanto irresistibile.

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