Venerdì 6 febbraio ore 20.00 e domenica 8 febbraio ore 17.00 al Teatro Petrarca la messa in scena del rivoluzionario capolavoro verdiano, che scava nell’ambiguità dell’animo umano.
Una co-produzione tra Fondazione Guido d’Arezzo e Venti Lucenti con la regia di Manu Lalli, l’allestimento del Teatro Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra diretta dal maestro Fabrizio Maria Carminati. Due cast differenti nelle due date
I gioielli indossati dagli artisti in scena sono opere uniche, realizzate dalle aziende aderenti a FederOrafi
Un Duca che si finge studente, una giovane che si finge mendicante, dei cortigiani che indossano la maschera dell’amabilità. E sopra tutti: Rigoletto, il giullare del Duca.
Un attore, un uomo di teatro, un burattino ridicolo ammaestrato da una società crudele ad essere complice e vittima allo stesso tempo.
Tuttavia Rigoletto è anche un padre: protettivo ma incapace di ascoltare, presente ma chiuso nel silenzio. Un silenzio che diventa crepa, ferita, dramma.
Da quella crepa prende forma un nuovo “Rigoletto”: la celebre opera in tre atti di Giuseppe Verdi, nella nuova co-produzione tra Venti Lucenti e Fondazione Guido d’Arezzo, debutterà venerdì 6 febbraio e domenica 8 febbraio al Teatro Petrarca di Arezzo (via Guido Monaco 12).
Uno spettacolo con e per le nuove generazioni, il cui messaggio auspica una nuova umanità, frutto del progetto “Le Stanze dell’Opera”, la scuola per cantanti lirici e musicisti voluta e diretta dal baritono di fama internazionale Mario Cassi (Cavaliere della Repubblica Italiana all’Ordine del Merito per i successi in campo artistico e l’impegno sociale, ospite regolare di prestigiosi teatri, e collaborazioni con direttori quali Riccardo Muti, Daniel Oren, Renato Palumbo).
In questa produzione, per la regia di Manu Lalli, Cassi interpreterà proprio il complesso personaggio di Rigoletto.
Giuseppe Gipali sarà il Duca di Mantova (un artista ormai rinomato, che ha già lavorato con giganti quali Daniele Gatti, Riccardo Muti, Zubin Mehta e ha cantato nel Rigoletto al Teatro Alla Scala diretto Chailly), mentre gli altri ruoli sono interpretati da sedici allievi selezionatissimi de “Le Stanze dell’Opera”.
Le scene sono di Daniele Leone, l’allestimento del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Alla guida dell’Orchestra Le Stanze dell’Opera, il maestro Fabrizio Maria Carminati, con il Coro del Teatro Marrucino di Chieti diretto dal maestro Christian Starinieri.
I costumi sono di Manu Lalli e Gianna Poli, il disegno luci di Giuseppe Filipponio, aretino, light designer teatrale tra i più richiesti nella prosa, che ha debuttato nel “Gianni Schicchi” ad Arezzo nella lirica, mentre il coordinamento artistico è del maestro Luca Provenzani.
Il progetto coinvolge il distretto orafo aretino, realtà cardine delle eccellenze del Made in Italy che fa di Arezzo una delle capitali mondiali del settore dell’oro.
Come nel “Gianni Schicchi”, andato in scena al Teatro Petrarca di Arezzo nel 2025 per la prima edizione del progetto “Le Stanze dell’Opera”, la potenza del melodramma italiano si unirà con l’eleganza e la creatività dell’arte orafa:
i gioielli indossati per l’occasione dal cast saranno infatti opere uniche, realizzate dalle aziende aderenti a FederOrafi (biglietti in vendita su https://discoverarezzo.ticka.it/dettaglio-spettacolo.php?negozio_spettacolo_id=673).
Dichiara Mario Cassi: “Volevo che al Teatro Petrarca tornasse il Rigoletto, un’opera significativa. Ne ricordo uno negli ’80, quando ad interpretare il ruolo che oggi ho l’onore di portare in scena fu il grande baritono Piero Cappuccilli.
Quello che vedrete (con due cast diversi) ha avuto una lunga gestazione, perché sono convinto che i progetti importanti abbiano bisogno di tempo se si vogliono portare avanti con amore. Il nostro non è un lavoro museale, ma una missione culturale.
Finalmente vede la luce questo Rigoletto per i giovani, con nuove voci, nuove idee, e una regia autentica e moderna, quella di Manu Lalli, dalla grande sensibilità e professionalità internazionale.
Voglio sottolineare anche gli allestimenti del Maggio Musicale, l’orchestra diretta da Carminati, e un intero cast fatto da giovani che durante l’anno hanno lavorato con me alle Stanze dell’Opera con grandissimi professionisti, da Katia Ricciarelli a Lucio Gallo, a Francisco Araiza e Sumi Jo”.
In “Rigoletto” Verdi costruisce una tragedia in cui l’apparenza diventa regola e la maschera strumento di sopravvivenza.
Tra le opere più intense e rivoluzionarie del repertorio verdiano, su libretto di Francesco Maria Piave, tratto dal dramma “Le roi s’amuse” di Victor Hugo, mette al centro una tragedia feroce in cui nessun personaggio è immune dal travestimento, fisico o morale, e in cui il potere si esercita attraverso la violenza, l’inganno e l’umiliazione.
Aggiunge la regista Manu Lalli: “Con quest’opera, ci auspichiamo un nuova via: come molti eroi verdiani, Rigoletto è deformato da passioni oscure e da un destino che lo travolge e che, solo attraverso il dolore e la perdita potrà ritrovare la sua umanità.
Il vecchio Rigoletto non ha saputo salvare sua figlia. Forse è venuto il momento di ascoltare le nuove generazioni. Forse saranno proprio loro, con la loro voce, a salvare noi. E a guidarci verso un futuro di pace, di gentilezza e di perdono”.
Per ulteriori informazioni www.fondazioneguidodarezzo.com

