«Esprimo soddisfazione per la decisione del Governo di impugnare davanti alla Corte Costituzionale la legge approvata dalla Regione Veneto sul fine vita.
Si tratta di una scelta che considero coerente con le posizioni che ho sempre sostenuto nel corso della mia esperienza in Consiglio regionale della Toscana su una materia particolarmente delicata e rilevante sotto il profilo etico, sociale e sanitario». Così Marco Casucci, coordinatore provinciale di Noi Moderati ad Arezzo ed ex consigliere regionale della Toscana.
«Condivido pienamente quanto affermato dal presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi: deve essere il Parlamento a intervenire attraverso una legge nazionale.
È fondamentale evitare che la proliferazione di normative regionali possa generare disorientamento, incertezze applicative e disparità di trattamento tra cittadini su temi che riguardano la dignità e la vita delle persone», sostiene Casucci.
Secondo il dirigente di Noi Moderati, alla necessaria riflessione legislativa deve affiancarsi un impegno concreto sul fronte dell’assistenza sanitaria e socio-sanitaria.
«Oltre a una legge – evidenzia l’esponente di Noi Moderati- serve una forte azione culturale e politica. Le istituzioni devono investire con maggiore determinazione in un sistema sanitario che oggi fatica ancora a garantire risposte adeguate nell’ambito delle cure palliative e del supporto psicologico ai pazienti e alle loro famiglie.
La situazione di Arezzo rappresenta in modo emblematico questa carenza: nonostante le tante dichiarazioni di principio, la città continua a non disporre di un hospice con tutti i requisiti del caso».
Infine, il commissario provinciale di Noi Moderati rivolge un appello alle istituzioni locali e nazionali.
«Valorizzare la vita – conclude Casucci- significa offrire risposte concrete a chi vive condizioni di sofferenza e fragilità. Per questo chiedo un impegno condiviso per potenziare le cure palliative, rafforzare l’assistenza domiciliare, sostenere maggiormente le famiglie e costruire una rete di solidarietà capace di accompagnare le persone nei momenti più difficili della loro esistenza. Solo così le istituzioni potranno garantire una vicinanza reale e una tutela effettiva della dignità della persona».
«Valorizzare la vita – conclude Casucci- significa offrire risposte concrete a chi vive condizioni di sofferenza e fragilità. Per questo chiedo un impegno condiviso per potenziare le cure palliative, rafforzare l’assistenza domiciliare, sostenere maggiormente le famiglie e costruire una rete di solidarietà capace di accompagnare le persone nei momenti più difficili della loro esistenza. Solo così le istituzioni potranno garantire una vicinanza reale e una tutela effettiva della dignità della persona».

