La musica come linguaggio universale, capace di superare barriere fisiche e linguistiche oltre a creare occasioni d’incontro e di conoscenza.
È questo lo spirito della lezione-concerto che si terrà presso la Casa Circondariale di Arezzo il prossimo mercoledì 28 ottobre, un appuntamento che vedrà protagonisti i detenuti della struttura, non solo come spettatori della lezione-concerto, ma anche come interpreti, al termine di un laboratorio realizzato all’interno della Casa Circondariale curato dai musicisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo.
Il progetto dal titolo “Saràbanda”, realizzato con il contributo del Comune di Arezzo, Assessorato alle Politiche per l’integrazione, in collaborazione con Officine della Cultura e Associazione Donne Insieme, ha coinvolto circa dieci detenuti dando vita a un percorso di scoperta e pratica musicale fondato sull’incontro tra culture, tradizioni e sensibilità differenti.
Un’esperienza che ha permesso ai partecipanti di avvicinarsi alla musica attraverso l’ascolto e la pratica condivisa, valorizzando la possibilità di poter cantare nella propria lingua d’origine.
Ed è proprio in questo incontro tra lingue e tradizioni che si esprime il valore del progetto portato avanti dall’Orchestra Multietnica di Arezzo: un unicum musicale che attraversa i confini geografici e culturali, mettendo in dialogo repertori, ritmi e sonorità provenienti da diverse parti del mondo.
In un simile contesto, la musica diventa uno spazio in cui le differenze non rappresentano una distanza, ma una risorsa, capace di favorire il riconoscimento reciproco e di valorizzare le identità individuali all’interno di un’esperienza collettiva.
La lezione-concerto, che coinvolgerà insieme ai detenuti una parte rilevante dei musicisti dell’OMA, rappresenterà un momento significativo di restituzione del lavoro svolto, nel quale la dimensione formativa si intreccerà con quella performativa.
I detenuti avranno l’opportunità di partecipare attivamente all’incontro musicale, da un lato approfondendo l’ascolto e la conoscenza dei brani proposti, dall’altro condividendo con gli altri le competenze e le esperienze maturate durante il laboratorio.
Cantare nella propria lingua, riconoscere una melodia familiare o scoprirne una proveniente da un’altra tradizione significa anche poter esprimere una parte della propria storia e della propria identità.
La pluralità delle lingue e dei linguaggi musicali diventa così un’occasione per costruire un terreno comune, nel quale ciascuno possa contribuire con la propria voce e la propria esperienza.
«L’iniziativa fa perno sul ruolo della musica come strumento educativo e relazionale – dichiara Massimo Ferri, tra i curatori del progetto – capace di aprire spazi di partecipazione anche all’interno del contesto penitenziario.
Il lavoro collettivo, l’ascolto reciproco e la pratica musicale offrono infatti opportunità per sviluppare capacità espressive, rafforzare la fiducia in sé stessi e sperimentare nuove e preziose modalità di collaborazione».
La lezione-concerto si propone dunque non soltanto come un appuntamento ludico musicale, ma come la testimonianza concreta di un percorso in cui l’arte diventa occasione di dialogo interculturale e valorizzazione della persona.
Conclusa l’esperienza presso la Casa Circondariale il progetto “Saràbanda” proseguirà nelle scuole con un laboratorio musicale presso la Scuola Primaria “Masaccio” e uno teatrale presso la Scuola Primaria “Sante Tani”, entrambe all’interno dell’Istituto Comprensivo “IV Novembre” di Arezzo.
Ulteriori informazioni: www.orchestramultietnica.net – www.officinedellacultura.org.
Foto di copertina di Antonio Viscido.

