Dal 21 al 24 ottobre la IX^ edizione di Cortona Jazz: quattro giorni con alcuni dei protagonisti della scena americana ed europea. Direzione artistica di Ohad Talmor, concerti nei luoghi simbolo della città, workshop internazionali e jam fino a notte fonda.
Per quattro giorni una delle città più antiche della Toscana parlerà la lingua del jazz più innovativo. Dal 21 al 24 ottobre torna Cortona Jazz e la IX^ edizione alza decisamente l’asticella: mai così internazionale, mai così aperta all’incontro tra musicisti, generazioni e linguaggi. Da New York all’Europa, Cortona diventa un piccolo crocevia mondiale del jazz contemporaneo, portando ricerca, improvvisazione e nuove traiettorie sonore dentro luoghi straordinari per storia e bellezza.
A disegnare questa geografia musicale è il direttore artistico Ohad Talmor, sassofonista e compositore cosmopolita, cresciuto artisticamente anche nel lungo sodalizio con Lee Konitz e da anni protagonista della scena newyorkese.
Il cartellone presenta alcunu dai musicisti più innovativi e dinamici del jazz contemporaneo internazionale: Fay Victor, Joel Ross, Adam Nussbaum, James Brandon Lewis, Abraham Burton, Michael Rodriguez, Eric McPherson, John Hébert, Steve Cardenas, Nate Radley, insieme a Silvia Bolognesi, Francesco Bigoni, Andrea Lombardini e molti altri.
Il viaggio comincia il 21 ottobre alla Fortezza del Girifalco con Morabeza di Silvia Bolognesi, Top Jazz di Musica Jazz e oggi direttrice artistica e didattica di Siena Jazz. Con lei James Brandon Lewis, Artist of the Year 2024 e 2025 per DownBeat, Pasquale Mirra, Simone Padovani e Mike Reed: un quintetto transatlantico per un jazz potente e senza frontiere.
A seguire Adam Nussbaum presenta il Lead Belly Project con Ohad Talmor, Steve Cardenas e Nate Radley: il blues delle origini reinventato da quattro grandi improvvisatori della scena americana.
Il 22 ottobre, nella Pieve di San Michele Arcangelo a Metelliano, Fay Victor, tra le voci più originali dell’improvvisazione newyorkese, incontra Joel Ross, artista Blue Note e pluripremiato da DownBeat, e John Hébert: voce, vibrafono e contrabbasso per un trio essenziale e fuori dagli schemi. In Sala Pavolini, Andrea Lombardini Quartet porta invece una delle traiettorie del nuovo jazz italiano.
Il 23 ottobre, al Centro Convegni Sant’Agostino, Michael Rodriguez Quartet porta a Cortona il respiro della scena newyorkese: Rodriguez ha lavorato, tra gli altri, con Herbie Hancock, Chick Corea e Charlie Haden. A seguire Francesco Bigoni Solo, tra sax, clarinetto ed elettronica: un viaggio senza rete fra improvvisazione e ricerca sonora.
Gran finale il 24 ottobre. Al MAEC, Michael Rodriguez e Silvia Bolognesi presentano Parigi. Il jazz al tempo di Gino Severini, incontro fra musica, arte e memoria nel segno del grande artista cortonese. Nella Chiesa di San Domenico il Collettivo Synthesis featuring Fay Victor, diretto da Tonino Battista, in collaborazione con Siena Jazz, precede l’Abraham Burton Quartet: il sax di Burton, cresciuto alla scuola di Jackie McLean, con Dave Bryant, John Hébert ed Eric McPherson per un finale nel segno del grande jazz americano.
Ma Cortona Jazz non finisce quando si spengono le luci del concerto. Ogni sera dalle 23.30 la Sala Pavolini, proprio sopra allo storico Teatro Signorelli diventa Cortona Jazz Club, con jam session e cocktail dove artisti, giovani musicisti e pubblico si incontrano e il programma lascia spazio all’imprevedibile.
Durante i concerti saranno presenti le Naturografie di Roberto Ghezzi, utilizzate come fondali scenografici, e alcune sculture di Antonio Massarutto.
Ed è proprio l’incontro fra generazioni l’altra anima del festival: il Cortona Jazz Workshop porta in città decine di giovani talenti da tutto il mondo, chiamati a studiare e suonare fianco a fianco con docent straordinari. Perché Cortona Jazz non vuole soltanto ospitare il jazz di oggi: vuole contribuire a far nascere quello di domani.
“Cortona Jazz è un appuntamento che negli anni ha saputo conquistare un posto di rilievo nel panorama musicale, portando in Toscana grandi protagonisti della scena internazionale e dando spazio alla sperimentazione e ai nuovi linguaggi – ha dichiarato l’assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti –.
È un festival che riesce a coniugare la qualità della proposta artistica con la valorizzazione di un territorio straordinario, trasformando luoghi ricchi di storia e bellezza in spazi di incontro e dialogo attraverso la musica.
Una dimostrazione di come la cultura possa essere un motore di vitalità e attrattività per le nostre comunità, capace di mettere in relazione artisti, giovani talenti e pubblico. Come Regione siamo felici di sostenere e valorizzare esperienze che contribuiscono a rendere sempre più ricca e diffusa l’offerta culturale della Toscana”.
«Cortona si conferma città della musica ringrazio gli organizzatori del Jazz Festival, una realtà ormai affermata nel nostro territorio. Da sottolineare la collocazione in calendario di questa manifestazione che favorisce e contribuisce ad estendere la nostra programmazione culturale, inoltre riteniamo apprezzabile come questo appuntamento valorizzi luoghi e monumenti di assoluto interesse storico e artistico».
Luciano Meoni Sindaco di Cortona
Trovo straordinario che musicisti di questo livello, protagonisti della scena jazz internazionale, possano ritrovarsi a suonare insieme in un piccolo borgo toscano. In pochi anni Cortona Jazz ha raggiunto un livello qualitativo altissimo, e credo che questo sia possibile anche grazie a Cortona stessa:
una città che, per la sua storia, la sua bellezza e la sua dimensione raccolta, rappresenta il luogo ideale per un festival come il nostro. Qui la musica diventa anche incontro, condivisione e dialogo tra artisti e pubblico.


