Scuola, interrogazione PD sul limite del 30% agli studenti stranieri

Ceccarelli: «L’integrazione non si fa con le percentuali»

“Come ha spiegato bene il Presidente Mattarella – dichiara il consigliere Pd Vincenzo Ceccarelli, proponente dell’interrogazione – la scuola è la leva più efficace per l’integrazione. Per questo riteniamo che il problema non possa essere affrontato semplicemente attraverso una percentuale, fissando un limite numerico alla presenza degli studenti stranieri nelle classi”.

L’interrogazione presentata dal Gruppo Pd, parte dalla candidatura di Arezzo alla sperimentazione annunciata dal Governo, ma mette al centro anche il potenziamento dell’insegnamento dell’italiano L2, la mediazione culturale e la richiesta di riattivare la Casa delle Culture.

«Se esistono classi nelle quali la concentrazione di studenti con difficoltà nella lingua italiana crea problemi sul piano dell’apprendimento – prosegue Ceccarelli – la risposta dovrebbe essere quella di rafforzare gli strumenti a disposizione della scuola:

più insegnanti per l’italiano come seconda lingua, più mediazione linguistica e culturale, un numero complessivamente più contenuto di alunni per classe e una migliore distribuzione degli studenti»,

Secondo i dati richiamati nell’atto, nell’anno scolastico 2025/2026 nella provincia di Arezzo gli studenti con cittadinanza non italiana rappresentano il 14,34% del totale, e oltre la metà è nata in Italia.

Per il Pd, quindi, la questione non può essere affrontata esclusivamente attraverso un limite numerico, ma richiede un intervento più ampio sulle condizioni che determinano la diversa composizione della popolazione scolastica nei vari istituti.

«La vera sfida – sottolinea Ceccarelli – è costruire classi equilibrate e garantire a tutti le stesse opportunità educative. Per farlo servono politiche coordinate tra Comune, scuole, Ufficio scolastico e altri enti: scuola, politiche abitative, servizi sociali, mobilità e urbanistica sono aspetti che non possono essere considerati separatamente».

L’interrogazione chiede inoltre all’Amministrazione comunale se intenda potenziare il proprio impegno nella mediazione linguistica e culturale e se voglia promuovere, insieme alle istituzioni scolastiche e agli altri soggetti competenti, un percorso per favorire una composizione più equilibrata delle classi e della popolazione scolastica.

Infine, il Pd richiama l’esperienza della Casa delle Culture, chiusa dall’Amministrazione Ghinelli nel 2018, chiedendo se l’attuale Amministrazione intenda riattivarla.

«La Casa delle Culture – conclude Ceccarelli – ha rappresentato un’esperienza importante per l’integrazione nella nostra città. Se la nuova Amministrazione ha annunciato discontinuità rispetto al passato, questo può essere uno dei terreni sui quali dimostrarla concretamente: investire nell’integrazione, anziché limitarsi a fissare percentuali».   

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