M5S – Via Fiorentina: cali degli affari compresi fra il 20 e il 50%

Via Fiorentina è diventata il simbolo di una politica che, davanti a un problema concreto,
preferisce dichiarare che non si può misurare piuttosto che provare ad affrontarlo.

Per anni commercianti e residenti hanno sopportato cantieri, deviazioni, accessi difficili e disagi.
Nel 2023 Confesercenti chiedeva già interventi e ristori per le attività penalizzate. Nel 2025
riportava, sulla base delle dichiarazioni degli operatori, cali degli affari compresi fra il 20 e il
50%.

Oggi, invece, l’amministrazione sostiene che non sia possibile individuare chi abbia subito un
danno economico e quantificarlo.
Non chiediamo la sfera di cristallo. Chiediamo un’istruttoria.

Si possono raccogliere dati, confrontare periodi, ascoltare le imprese, valutare l’impatto
dell’accessibilità e definire criteri trasparenti per individuare le attività maggiormente colpite. Dire
che il danno non può essere calcolato al centesimo non significa che non possa essere
valutato.

Del resto, il Comune ha incontrato per anni le categorie economiche e ancora nel marzo scorso
riconosceva la necessità di interventi a favore degli operatori interessati dai grandi cantieri.
Cos’è cambiato nel frattempo? Il problema o la volontà di affrontarlo?

E mentre sui ristori si risponde che “non si può sapere”, arriva la grande soluzione: le luminarie.
Dopo anni di deviazioni e problemi di accessibilità, evidentemente si è deciso che la priorità sia
rendere il disagio più luminoso.

Una battuta? Sì. Ma il problema è tutt’altro che divertente per chi tiene aperta un’attività e vede
diminuire i clienti.

Se non è possibile costruire un sistema di ristoro legato al danno economico individuale, il
Comune può comunque mettere in campo misure concrete: riduzioni o sgravi temporanei sulla
TARI, ad esempio, o altre tasse di competenza comunale.

Non sarebbe una soluzione miracolosa. Sarebbe però un’assunzione di responsabilità.
E sarebbe bene ricordare che non siamo davanti a due amministrazioni politicamente estranee:

Marcello Comanducci è succeduto ad Alessandro Ghinelli nel giugno 2026, mantenendo Arezzo
alla guida del centrodestra, e aveva già fatto parte della precedente amministrazione.
Il sindaco è cambiato. Il cantiere no. E nemmeno i problemi.

E vale la pena ricordare un altro dettaglio non secondario: una buona percentuale degli abitanti
di questa zona, alle ultime amministrative, hanno dato ancora una volta la loro fiducia al
centrodestra. Oggi viene spontaneo chiedersi dove sia finita: forse sotto il tappeto, insieme al
conto dei disagi di via Fiorentina.

Per questo oggi chiediamo risposte precise su quattro punti:
● quanto è costata complessivamente l’opera;
● quali sono le ragioni dei ritardi accumulati;
● quali sono i tempi reali di conclusione;
● quali misure concrete il Comune intende adottare per sostenere le attività penalizzate.
Non servono altre promesse generiche.

Servono numeri, documenti, criteri trasparenti e soldi messi sul tavolo.
Le luminarie possono aspettare. I commercianti di via Fiorentina, invece, aspettano già da
troppo tempo.

Gruppo Territoriale Movimento 5 Stelle Arezzo
Coordinatrice Provinciale M5S – Cristiana Quaratini

© Riproduzione riservata

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