Il capitolo giudiziario sul caso Keu, riguardante il presunto inquinamento da rifiuti in Toscana, è tutt’altro che chiuso. Nonostante la recente eco mediatica scaturita dagli articoli apparsi sul quotidiano La Nazione, nei quali le aziende aretine Chimet e Tca rivendicavano l’assoluzione e il non luogo a procedere disposti dal Gup di Firenze, le associazioni a tutela dei cittadini riaprono la partita.
Il Movimento Consumatori e il Sindacato dei Consumatori hanno infatti diffuso una nota ufficiale per fare chiarezza sullo stato reale del procedimento. I rappresentanti dei consumatori fanno presente che il Pubblico Ministero ha formalmente presentato ricorso, chiedendo alla Corte di Cassazione di esprimersi sul rinvio a giudizio di tutti gli indagati coinvolti nell’inchiesta.
Le voci dei Consumatori: “La vicenda non è definita”
Il segnale che arriva dalle sigle dei cittadini è chiaro e mira a ristabilire un quadro completo della situazione legale. A definire il perimetro tecnico e legale dello scontro è il legale delle associazioni, l’Avvocato Alberto Polverini, che spiega:
«Come legale del Movimento Consumatori, ritengo che il nodo giuridico riguardi il peso attribuito alla pronuncia del Consiglio di Stato e l’autonomia del giudice penale nell’accertare l’eventuale responsabilità dei produttori del KEU nella successiva gestione illecita dei rifiuti.
Il ricorso per saltum prospettato dal pubblico ministero consentirebbe di sottoporre direttamente la questione alla Cassazione. Il Movimento Consumatori, costituito parte civile, continuerà a sostenere i consumatori coinvolti e a tutelarne i diritti nel processo».
L’appello per un confronto costruttivo e la svolta green della Regione
A chiudere l’intervento è Armando Mansueto, che parla a nome del Movimento Consumatori e del Sindacato dei Consumatori, lanciando una riflessione profonda che va oltre le aule di tribunale e si concentra sul futuro economico, sanitario e ambientale del territorio toscano:
«Le associazioni impegnate nelle bonifiche non hanno nulla contro le Aziende, anzi vogliono ricordare che continuare a perseverare nel non interessarsi all’ambiente, viste le certificazioni sempre più stringenti come l’ESG, può portare ad aumentare le criticità dei mercati nazionali ed internazionali.
Noi chiediamo un tavolo con le aziende per trovare delle soluzioni costruttive».
Mansueto conclude con un fermo invito alle istituzioni:
«Incominciamo a creare una economia sostenibile vera per il bene delle aziende e dei cittadini. Visto il costo enorme delle malattie tumorali a carico della Sanità regionale, che ha generato un grosso deficit e peserà sempre di più in futuro, invitiamo la Regione Toscana ad attuare concretamente i piani ambientali e sanitari, a partire dal PREC (Piano Regionale dell’Economia Circolare), che per ora è rimasto solo sulla carta dei sogni».
La parola passa ora alla Suprema Corte, ma il fronte civile ribadisce che la tutela della salute pubblica e la stabilità economica del sistema produttivo rimangono le priorità assolute. L’invito al dialogo con il tessuto industriale resta aperto per evitare che la disattenzione ecologica si traduca in un danno di mercato e sociale irreparabile.

