AVS Arezzo 2020: “La scuola prepara tutti – “E’ aperta a tutti”, art. 34 della Costituzione

Queste frasi sono parte del discorso che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto ad Amatrice, all’apertura dell’anno scolastico.

Poche semplici righe e concetti molto chiari e forti che smontano una propaganda che questa volta usa i bambini per cercare consenso, rincorrendo la destra estrema di Vannacci.

Se poi analizziamo i problemi reali della scuola ci rendiamo conto dello stato delle strutture, del personale che manca, degli stipendi bassi degli insegnanti, della necessità di coinvolgere sempre di più le famiglie soprattutto nelle situazioni che hanno più difficoltà.

Al contrario la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni parte dagli ultimi, dai bambini, imponendo un limite del 30% di stranieri per classe.

Sta di fatto però che gli studenti stranieri nelle scuole italiane, su 930.000 iscritti dall’asilo alle superiori, sono solo il 12% e di questi due terzi sono nati in Italia; questi ragazzi frequentano la scuola, hanno amicizie con i loro compagni di banco, parlano la nostra lingua ma, come è successo per tanti altri, avranno la cittadinanza italiana al compimento dei 18 anni, e fino a quell’età saranno per la destra “stranieri”.

Questo non comporta nessuna emergenza; le difficoltà nelle classi con molti alunni arrivati da poco nel nostro Paese dipendono dal numero insufficiente di docenti e ATA, dalle ore di italiano come seconda lingua e dalla presenza esigua di personale di supporto, non dalla nazionalità di chi siede tra i banchi.

Con la misura annunciata dal governo di destra si rischia di veder aumentare l’abbandono scolastico da parte degli studenti stranieri.

Il decreto ancora in vigore sul limite di studenti stranieri, firmato dal ministro Gelmini nel 2010, era più che altro un’indicazione; quel tetto massimo era possibile innalzarlo quando gli studenti stranieri mostravano competenze linguistiche adeguate, per esempio nel caso di ragazzi nati e cresciuti in Italia, e si poteva abbassare in caso di presenza di studenti con difficoltà a seguire le lezioni.

E’ comunque, quello in vigore, un decreto accettabile che tiene conto delle competenze e non stabilisce, come nelle intenzioni di Giorgia Meloni, una soglia inderogabile.

Non ci meravigliano le dichiarazioni dell’assessore Lucia Tanti che offre al ministro Valditara la città di Arezzo come “comune sperimentale”; che tipo di sperimentazione si vuol praticare? Basata sulla nazionalità, sul colore della pelle, sulla religione, su quanto è lontano il paese d’origine?

L’assessore Lucia Tanti poi sostiene che “istituire un tetto alla presenza di bambini e bambine stranieri serve per avere le migliori condizioni d’integrazione”. La frase si commenta da sola.

E ci chiediamo infine se, visti i risultati delle ultime amministrative, per l’assessore Lucia Tanti contano di più i voti per  eleggere uno straniero in consiglio comunale o un banco per un bambino straniero a scuola?

Noi sposiamo totalmente le parole del Presidente Sergio Mattarella.

L’Italia non è un paese razzista, non è un paese che costruisce muri, deve essere un paese accogliente, solidale, che mette i suoi ragazzi nelle condizioni migliori per istruirsi e per costruire il loro futuro.

© Riproduzione riservata

Condividi articolo:

I più letti

ARTICOLI CORRELATI
RELATED