Bibbiena – San Lorenzo: vendere il futuro per evitare il fallimento

C’è stata per un momento l’ambizione di restituire alla comunità un luogo storico, identificativo, uno spazio di vita per Bibbiena. Quel luogo è l’ex convento di San Lorenzo. Acquistato dal Comune con soldi pubblici, avrebbe dovuto rappresentare una potenziale svolta per il paese, un perno attorno a cui far ruotare cultura, servizi, aggregazione.

Oggi, invece, assistiamo al triste spettacolo dell’abbandono e dell’incapacità amministrativa: anni di immobilismo, di bandi mai intercettati, di progetti mai nati o lasciati morire prima di partire. E mentre la struttura cade a pezzi, l’amministrazione comunale non cerca più una soluzione per i cittadini, ma una via di fuga.

Il sottotesto dell’ultima operazione della giunta è fin troppo trasparente: liberarsi della patata bollente. Evitare il disastro finanziario e l’imbarazzo politico di un crollo materiale del bene. E per farlo, paradosso dei paradossi, si spendono altri 18.000 euro di denaro pubblico per organizzare a ottobre un convegno in pompa magna. L’obiettivo? Impacchettare il convento, Chiostro annesso e allestire una vetrina per investitori privati.

Il grande inganno del “turismo di lusso”
La narrazione che ci verrà propinata è già immaginabile: “Arriveranno i privati, ne faranno un hotel di lusso con SPA, ci sarà grande indotto per tutti”. Ma la sociologia e l’economia territoriale hanno ampiamente smentito questo mito del “gocciolamento della ricchezza”.

Il rischio che si corre è che questa struttura sia un’altra di quelle che rappresentano, come molte altre in zona, il fenomeno del turismo ad enclave, caratterizzato da nessuna (o contenuta) ricaduta sul commercio locale, con clienti che arrivano, mangiano nel ristorante dell’hotel, usufruiscono dei servizi interni e non mettono piede nei bar della piazza, nelle botteghe o nei ristoranti del paese. I profitti, in questi contesti, tendono a finire nelle casse di società finanziarie lontane dal territorio, mentre all’economia locale restano solo contratti stagionali e a bassa qualifica.

In tutto questo Bibbiena vivrà la perdita, forse irrevocabile, di un luogo nato per essere pubblico che diventerà una cittadella dell’élite, preclusa ai cittadini del paese che ne hanno pagato l’acquisto.

In sintesi: il Comune prima compra un bene con i soldi della collettività, poi lo lascia degradare per incapacità gestionale, infine spende altri 18.000 euro pubblici per venderlo al privato, escludendo i cittadini dal proprio patrimonio.
Un’altra rinuncia non è l’unica strada: vediamoci il 25 settembre.

Non possiamo accettare che la rassegnazione e l’incapacità di progettare diventino la linea politica di questo territorio. Rinunciare ancora una volta a uno spazio collettivo non è una fatalità: è una scelta sbagliata a cui è doveroso opporsi con idee e partecipazione.

Vogliamo capire se esiste ancora la speranza di costruire qualcosa per la comunità, se è davvero giunto il momento di arrendersi al privato o se è possibile mettere attorno a un tavolo idee, competenze e finanziamenti per una riqualificazione ad uso pubblico.
Per questo la Lista di Comunità invita tutta la cittadinanza a un incontro pubblico di confronto e dibattito:

Dove: Chiostro di San Lorenzo, Bibbiena
Quando: Venerdì 25 settembre
Ora: Ore 21:00
Veniamo a parlare del futuro del Chiostro prima che altri decidano di venderlo sopra le nostre teste. La collettività ha ancora diritto di parola.

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